
Nasce a Crisea il Distretto di economia circolare. Un centro servizi per lo sviluppo del settore agroalimentare
Giovedì 13 Dicembre 2018 07:38 di Redazione WebOggi.it
CATANZARO- Un Centro servizi che promuove e realizza ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico nel settore agroalimentare.Nasce così a Crisea il Distretto di economia circolare. Il Consiglio d’amministrazione del Centro, che si è riunito nei giorni scorsi nella sede ubicata in località Condoleo, ha varato protocolli di ricerca e tanti sono i comuni disposti ad aderire. Il territorio con i suoi bisogni e le sue potenzialità diventa protagonista della crescita e dello sviluppo economico locale grazie all’azione progettuale e concreta di “CRISEA”.
L’organo – guidato dal presidente Enzo Bruno, e composto da Valerio Donato, Stefano Alcaro, Luigi Muraca, Maurizio Pace, Alessandro Doria (assente giustificato Marziale Battaglia) – alla presenza del direttore generale Rosetta Alberto ha, infatti, licenziato importanti iniziative relative alle attività di ricerca e strategiche del Centro.
Il CdA ha dato ieri il via libera all’unanimità all’avvio delle attività connesse al Piano strategico, e in particolare a “D.Ec.i.So”, il Distretto di economia circolare e sviluppo siostenibile, oltre che all’adesione alla rete Anci per la valorizzazione dei patrimoni dei territori.
“D.EC.Iso” sarà gestito da CRISEA e partecipato da una fitta rete di istituzioni locali e nazionali, oltre che da Centri di ricerca ed Università “Magna Graecia” di Catanzaro, e svolgerà attività di ricerca, studio e sviluppo in campo economico e sociale, configurandosi come network fra enti e professionalità diverse che si occupano di sviluppo sostenibile ed ecocompatibile dei territori, tutela dei nuovi diritti ed equità sociale attraverso l’innovazione sociale, il design sistemico e la ricerca scientifica soprattutto di impronta territoriale.
La strategia complessiva di lungo termine è quella di sensibilizzare e al tempo stesso formare, consolidare competenze nonché attivare interessi e collaborazioni nelle aree che presentano un enorme potenziale per lo sviluppo dell’economia circolare, in particolare quelle interne dell’Italia meridionale.
