
Murgano e Sapia (Camera Penale) dopo la visita al carcere di Catanzaro: “La pena è ancora vendetta sociale”
Venerdì 27 Agosto 2021 12:35 di Redazione WebOggi.it
In data 15 agosto,nell’ambito dell’iniziativa nazionale denominata “Ferragosto in carcere,una delegazionedella Camera Penale “AlfredoCantàfora” di Catanzaro” si è recatapresso la Casa Circondariale “UgoCaridi” di Catanzaro.
Lo rendono noto il Responsabile dell’Osservatorio Carcere, avvocato OrlandoSapia e ???il presidente della Camera Penale di Catanzaro, Valerio Murgano.
“In particolare, la visita ha riguardato le Sezioni Media sicurezza, Alta Sicurezza1, Alta Sicurezza 3 e Sezione Disciplinare, oltre che le rispettive zone di passeggio all’aria delle sopracitate sezioni.
Nel corso della visitasi è avuto modo di ascoltare il resoconto di alcuni detenuti relativo all’incendio che qualche giorno prima aveva interessato la pinetadel quartiere Siano,posta a ridosso dell’istituto penitenziario. In particolare,i detenuti si sono detti soddisfatti delle misure prese dalla direzione della Casa Circondariale, chehannoconsentito agli stessi di permanere all’aria sino a notte inoltrata, così da poterarieggiarele celle che erano state invase dal fumo dell’incendio. Tuttavia, i detenuti hanno lamentato in dette giornate una particolarecarenzanell’erogazione dell’acqua. Inoltre, le maggioridoglianze espresse hanno riguardato la difficoltà nell’usufruirediidonei servizi sanitari, poiché i tempi di attesa, per fruire di visite specialistiche, sarebbero così lunghi da rendere vana la finalità delle visite stesse”, scrivono Murgano e Sapia.
“Sotto il profilostrutturale unadifferenza che si è rilevataall’interno dell’istituto penitenziario èla presenza o meno della doccia nelbagno all’interno delle singole celle. Avviene, infatti,che la Casa Circondarialeha conosciutonel corso degli ultimi anni un ampliamento e le sezioni visitate in parte sorgono nell’alastoricadell’edificioed in parte in quella nuova, così che le celle della zonanuova sono tutte munite di bagno con doccia, mentre lealtrehanno solo un lavandino e un water, essendo le docce in comune. Al riguardo, si è proceduto alla verifica delle docce comuni che sono organizzate in due sale docce per sezione. Ogni sala contiene quattro docceedin ogni sezione i detenuti sono ventiquattro, quindi vi sono otto docce per ventiquattro persone, tuttavia non tutte le docce sono funzionanti e, ci è stato riferito, che quando sono tutte in funzione l’acqua non scorre adeguatamente. Peraltro, le sale doccia presentano chiarissimi segni di umidità, consistenti in incrostazioni di colore verdein tutta la parte non piastrellatadei muri e sul soffitto. Nel complesso la situazione della pulizia all’interno delle sezioni è parsaaccettabile, non così nelle aree di passaggio, quali zone di transito, scale e corridoi,nelle qualierano presenti segni di incuria e sporcizia.
Altra problematica emersa nel corso della visita attiene ai detenuti con disabilità. Ad esempio, nella sezione ospitante i detenuti attinti da provvedimenti disciplinari si èriscontratola presenza di un detenuto disabile,il quale, pur non essendodestinatario dialcun provvedimento disciplinare, era alloggiato nella sezione disciplinare,essendovi solo in questa sezione una cella idoneae disponibilead accogliere un soggetto in sedia a rotelle.Parrebbe, da colloqui avuti anche con personale della PoliziaPenitenziaria,che l’istitutononabbia nella propria disponibilitàun numero di celle congruo per ospitare tutti i detenuti con disabilità, in particolare motorie, ivi presenti.Il detenuto disabile presente nella sezione disciplinare si doleva del fatto che gli sarebbe negata la circolazione all’interno della sezione, quindi il regime aperto, per via della sua allocazione in detta sezione. Ulteriorecriticità, emersadaicolloqui,sarebbeun esiguo numero di educatori, con conseguente compromissione del percorso trattamentale.
Infine, si è visitato il Centro Clinicoin cui sono allocati per lo più detenuti condifficoltà motorie e costrettiin sedia a rotelle. Da informazioni assunte, sia dal personale medicochedai detenuti ivi presenti, parrebbe che il servizio sia insufficiente poiché continuano ad arrivare detenuti con problematiche sanitarie da tutta Italia e le capacità recettiva della struttura non sono in grado di far fronte alla grande richiesta. Ciò spiegherebbe la grande quantità di detenuti con disabilità soprattutto motorie, che sono alloggiati in situazioni improvvisate nellealtre sezioni. Èemerso, inoltre, nel corso dei colloqui avutiche la piscina, inauguratanel 2017per consentire i percorsi di riabilitazione motoria, sarebbe fuori servizio e nessuno dei detenutipresentine avrebbe fatto uso. Anche sotto il profilo deidetenuti condisturbi psichiatrici si èrilevatola problematica delsovraffollamento di soggetticon tale tipologia di disturbo rispettoalla reale capacità recettiva della Casa Circondariale in termini di assistenza sanitaria.
In relazione allacapacità recettiva, al 31/07/21, la Casa Circondariale “Caridi”ospitaun numero di detenuti, 571, inferiore alla capienza regolamentare, 681.Normalmente le celle sonoaduso individuale, tranne quelle più capienti che ospitano fino a tre detenuti.Ciononostante è doveroso precisare che dalla visita effettuata si è avuto modo diconstatarechein alcune celle individuali, in vero un’esigua minoranza,delle sezioni AS1e AS2erano presenti due personeanziché una. Sebbene gli scriventi non abbiano potutoeffettuareuna misurazione deimetri quadri a disposizioni, è parsoictuoculievidente che fosse, nei casi richiamati, violata la regola degli almenotre metri quadri a disposizioneall’interno della camera di detenzione per ogni singolo detenuto.
Si ricorda cheil principio deitre metriquadria disposizione, sancito con svariate sentenze dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo,rappresenta il confine oltre il quale la carcerazione è ritenuta disumana.
La sensazione che abbiamo percepito sulla pelle,nella mente,nell’animo, èche la carcerazione continua a rappresentare nel nostro Paeseuno stato diemarginazione degli ultimi.
A chi vuol costruire nuovi e sempre più grandi istituti penitenziari,la Camera Penaledi Catanzaro suggerisce dirivedere le proprie idee, magari dopo aver fatto una visita nei gironi diquell’inferno chiamato carcere, e rivolgere, così,il proprio sguardo a percorsi alternativialla pena detentiva carceraria, quali ad esempiol’esecuzione penale esternae la giustizia riparativa”, continuano.
In queste condizioni la pena, nonostante i costanti sforzi di chi (personale direttivo, educatori, polizia penitenziaria, personale sanitario etc..)quotidianamenteopera negli istituti, è ancoravendetta sociale, non avendo nulla di concretamente riabilitativo. Il monito è alla politica,agli attori della giurisdizione,alla gente: dimenticare i detenuti vuol dire non credere nella speranza di una società migliore”.
