
“Mediazione familiare”, prevenire la violenza domestica si può! Svolto convegno Fidapa
Lunedì 19 Febbraio 2018 14:38 di Redazione WebOggi.it
Una tematica tanto delicata quanto poco conosciuta, è stata affrontata dalla FIDAPA Catanzaro sabato 17 febbraio, presso l’ Arca Enel di Piazza Matteotti. Il convengo “Mediazione familiare – Prevenire la violenza domestica si può!” ha offerto spunti riflessivi in una sala convegni gremita per l’occasione, vista la partecipazione di relatori d’eccezione, che hanno trattato l’argomento, illuminando i presenti. Moderato dalla segretaria FIDAPA Catanzaro, l’avvocato Laura Gualtieri, il convegno si è impreziosito degli interventi della Coordinatrice distrettuale del Gruppo di Lavoro “Carta dei diritti della bambina – educare alla parità e alla non violenza”, l’avvocato Patrizia Pelle; della dottoressa Emanuela Folino, Magistrato presso il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro e della psicopedagogista, mediatore familiare-penale, la dottoressa Alessandra Mercantini. Ad introdurre gli ospiti, la Presidente FIDAPA Catanzaro, l’avvocato Costanza Santimone. Prologo dell’evento, il saluto dell’avvocato Maria Candida Elia, Presidente Fondazione FIDAPA, che ha ringraziato le relatrici, evidenziando come la crisi dell’ambito familiare, sia figlia della crisi che sta vivendo la nostra società. Immancabile, quindi, l’intervento della Presidente Santimone: <<La FIDAPA da anni si occupa di incoraggiare ed incentivare le donne ad una partecipazione consapevole ed attiva alla vita sociale, economica e politica del nostro Paese. Ciò presuppone un’attenzione particolare verso i mutamenti della società contemporanea e la capacità di tradurre questi cambiamenti in azioni volte a migliorare la vita di tutte le donne che partecipano alla vita del proprio territorio. E’ con questa finalità che la FIDAPA Catanzaro dedica un momento di riflessione al tema della “Mediazione familiare” quale strumento alternativo di risoluzione di un conflitto relazionale. Punto di partenza, infatti, è sempre la sussistenza di un “conflitto”, relazionale e/o familiare, non necessariamente letto in accezione negativa, ma che se non correttamente strutturato e superato, può degenerare e tradursi in “violenza” - osserva l’avvocato Santimone-. La famiglia odierna, lontana da quella delineata dal nostro Legislatore, avverte bisogni e vive problematiche rispetto alle quali il diritto non sempre può fornire risposte! Separazioni e divorzi, poi, sono i momenti nei quali la famiglia vive il livello di conflitto maggiore, rispetto al quale il diritto rimane impotente. Il procedimento giurisdizionale di separazione e/o divorzio, infatti, consensuale o giudiziale che sia, è spesso inidoneo alla risoluzione di controversie di carattere familiare: le parti assumono le vesti di vincitore e soccombente; il linguaggio giuridico non facilita la “composizione” delle controversie; né tale strumento processuale può avere come obiettivo quello di salvaguardare i legami relazionali tra i “contendenti”. Ci si chiede allora se, in tale contesto, il ricorso allo strumento della mediazione familiare possa inserirsi in maniera più funzionale alle esigenze della famiglia in crisi, desiderosa di vedere soddisfatte le rispettive istanze, specie in presenza di figli? Affrontare il conflitto relazionale e familiare attraverso la figura del mediatore familiare, consentirebbe, forse, a tutti i componenti di detta famiglia, di evitare ulteriori danni e possibili risvolti violenti, direttamente riconducibili alla crisi/frattura in atto>>. Occasione imperdibile per approfondire la propria conoscenza poiché, stando alle parole della Segretaria Fidapa, l’avvocato Gualtieri, la divulgazione non è mai troppa: <<Le situazioni conflittuali generano incapacità di gestire il rapporto tra la coppia, dimenticando il ruolo di genitore perché si è accecati da rabbia o dolore, senza tutelare i figli – osserva-. Il mediatore condurrà per mano le parti verso un percorso che li vedrà migliorati nei comportamenti e nella comunicazione, l’uno con l’altro, rispetto all’inizio delle ostilità. Immaginiamo come potrebbe essere lo sviluppo psicofisico di un bambino che subisce il conflitto>>. Successivamente, l’avvocato Pelle ha esposto le linee guida della Carta dei diritti della bambina, un documento che si interseca perfettamente con la Mediazione familiare, al fine di sensibilizzare la bambina, portandola a conoscere se stessa ed il mondo che la circonda: <<L’82% delle violenze su minori riguardano bambine, vittime silenti, perciò è nata l’esigenza di creare questa Carta, che si compone di nove linee guida che conducono alla conoscenza dei propri diritti – spiega-. La bambina deve essere consapevole di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato>>. La dottoressa Folino, da par suo, ha coinvolto gli astanti, proiettandoli alle aule di tribunale, riportando esperienze vissute quotidianamente: <<Gli operatori del diritto devono aprirsi a queste forme ausiliari di intervento, alla cultura della mediazione, della gestione responsabile e collaborativa del conflitto – afferma il magistrato, elencando le casistiche di condotte violente anche dopo una separazione-. Lo Stato e la società hanno la responsabilità di individuare servizi qualificati di intervento ed educazione negli individui, perché si può non essere più coniugi, ma genitori lo si è per sempre! In tal senso, la Mediazione familiare riorganizza le relazioni familiari proprio quando si è in concomitanza di una separazione o divorzio, ricercando nuove forme di assestamento, mirando a soluzioni future nell’interesse dei figli. L’obiettivo immediato è stimolare la riapertura dei canali di comunicazione, interrotti, della coppia, promuovendo il dialogo costruttivo, ricreando un clima di fiducia reciproca. Occorre che si diffonda una cultura di prevenzione alla violenza, tra tutti gli operatori con funzioni sociali>>. A fare eco, la voce della dottoressa Mercantini: <<Un mediatore entra, in punta di piedi, in un luogo delicato come quello della famiglia, in un momento di crisi profonda, a protezione dei figli, in particolare minori, perciò serve porsi con cautela – avverte-. Cooperando, la coppia riesce a risanare la ferita aperta prima, sebbene resti visibile la cicatrice, come monito a non sbagliare più! Oggi, in questa società frenetica, è importante fermarsi a riflettere, per trovare la pace interiore>>. Un evento mediante il quale la sezione di Catanzaro della Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari, ha inteso rimarcare la propria presenza attiva, riuscendo a trascinare una comunità troppo spesso disattenta e avvolta dal torpore.
