Mediass Catanzaro: Perchè non devono essere i poliziotti e i generali a governare la sanità calabrese

Lunedì 07 Dicembre 2020 15:00 di Redazione WebOggi.it

"Con gli ultimi due decreti Calabria i governi hanno dimostrato di ritenere che i problemi della sanità calabrese sono dovuti soltanto alla corruzione, malagestione e infiltrazione mafiosa. Infatti a governare la sanità calabrese sono stati inviati prima il generale dei carabinieri Cotticelli e adesso il superpoliziotto ed ex prefetto Longo. Ma se questo assunto fosse corretto non sarebbe stato più giusto potenziare le istituzioni preposte alla lotta alla mafia e alla corruzione, cioè mandare in Calabria più carabinieri, poliziotti, finanzieri, procuratori, magistrati e personale di cancelleria dei tribunali?. Invece ad esempio solo pochi giorni fa sono arrivati alcuni magistrati a coprire le gravi carenze della magistratura catanzarese per come più volte richiesto dal procuratore capo Gratteri. Un militare alla gestione del piano di rientro sanitario calabrese ha un doppio handicap perché ovviamente non avendo conoscenza dei problemi della sanità deve prima conoscerla, e, senza competenze, non è certo cosa facile e di breve durata, e poi qualora scoprisse dei reati non avrebbe i poteri per perseguirli direttamente e dovrebbe passare la mano ai magistrati e alle forze dell’ordine (entrambe già carenti di personale) deputate a questo scopo. Comunque il compito principale del commissario dovrebbe essere quello di risanare il deficit della sanità calabrese e nel contempo riorganizzarla e renderla efficiente, ed è proprio ciò che non è avvenuto nei dieci anni di commissariamento. Anzi durante la gestione dell’ingegnere Scura prima e del generale Cotticelli poi il deficit sanitario è enormemente aumentato e i LEA (livelli essenziali di assistenza) non sono per niente migliorati, anzi. I commissari “tecnici”, militari e non, hanno fallito dando segni in qualche caso di assoluta inefficienza, vedi caso preparazione piano covid del generale Cotticelli. Paradossalmente chi all’inizio del piano di rientro aveva ridotto di molto il deficit sanitario della Calabria, anzi lo aveva quasi azzerato, è stato il “politico” Scopelliti governatore della Calabria (poi condannato per reati in altre funzioni). Ma sono stati proprio quei tagli, fatti dall’allora governatore Scopelliti per come lo obbligava il piano di rientro, a far si che in seguito il deficit sanitario continuasse di nuovo ad aumentare fino ad oggi. Infatti quei tagli alla sanità hanno impedito ai malati cronici calabresi di potersi curare e il malato cronico che non si cura poi per essere curato costa molto di più tanto che il deficit da allora ad oggi è quasi triplicato. Inoltre il malato cronico che non si cura si complica a tal punto che poi per curarsi si deve recare nei costosi centri di eccellenza fuori regione ed anche questa spesa da allora ad oggi è anch’essa triplicata raggiungendo la stratosferica cifra di 329 milioni di euro per anno. E questo è stato, ed è, il vero motivo del degrado della sanità calabrese che nessun piano di rientro e nessun commissario, tantomeno commissario militare, potrà sanare se lo affronta soltanto come un problema di ordine pubblico.  Il vero problema della sanità calabrese è il suo ultradecennale sottofinanziamento, infatti la Calabria è tra le ultime regioni per finanziamenti pro capite in sanità. Ma a peggiorare la situazione vi è il fatto che tra i circa due milioni di calabresi ci sono ben 287000 malati cronici in più che non in altri due milioni di altri italiani. Se dove ci sono molti più malati cronici (Calabria) arrivano meno fondi (almeno 200 milioni per anno) questi non possono bastare per curarli tutti e si deve sforare e i piani di rientro che hanno imposto ulteriori tagli ai fondi già insufficienti hanno peggiorato la situazione. I tagli dell’ex governatore Scopelliti, avevano sì azzerato il deficit, ma nello stesso tempo avevano posto le basi per un ulteriore forte necessità di aumento di spesa per la cura dei malati cronici che non si sono potuti curare proprio a causa di quei tagli. Una mamma non potrà mai sfamare i suoi 10 figli con mezzo chilo di spaghetti, figuriamoci se lo potrà fare se su questo mezzo chilo quella mamma (come deve fare la Calabria con il piano di rientro) deve risparmiare quegli spaghetti usati in più dei 500 gr per sfamarli. E che i malati cronici in più della Calabria sono ben 287000 non lo diciamo noi ma lo hanno certificato le dettagliate tabelle del DCA n. 103 già del lontano 30/09/2015 emanato dall’allora commissario Scura e vidimato prima dal ministero dell’economia e poi da quello della salute, della serie tutti sanno quale è il vero problema della sanità calabrese. Che cosa dovrebbe allora fare il nuovo commissario Longo che non abbiano fatto gli altri commissari per risanare la sanità calabrese?. Dovrebbe andare a Roma e chiedere che il governo modifichi il riparto dei fondi sanitari alle regioni e non continui a erogare meno soldi (Calabria) dove ci sono più malati (sempre Calabria) come fa adesso, ma faccia il riparto in base alla numerosità delle malattie cioè i fondi giusti e proporzionati alle malattie presenti in ogni regione. Altrimenti per come è avvenuto in questi 10 anni di piano di rientro il deficit continuerà ad aumentare e i malati cronici a peggiorare sempre di più e quindi costare sempre di più creando un circolo infernale che ha fatto si che in Calabria, per la prima volta nella sua storia (dall’inizio del piano di rientro ad oggi) l’aspettativa di vita alla nascita invece di aumentare è diminuita. Se il governo eroga i fondi proporzionati alle malattie presenti in Calabria poi di commissari ne può mandare non uno ma dieci, il commissario senza modifica del riparto dei fondi sanitari farà ulteriore danno come i suoi predecessori. E comunque la Calabria non è per niente in testa alla classifica per scandali in sanità, anzi. Per verificarlo basta scrivere su Google “scandali sanità” e poi aggiungere una ad una tutte le regioni italiane e si avranno delle “sorprese”. Poi se il governo pensa che in Calabria le truffe in sanità ci sono ma non vengono scoperte a maggior ragione deve potenziare forze dell’ordine e magistratura e non mandare un militare a gestire la sanità".

Associazione MEDIASS medici di famiglia a Catanzaro


Galleria Fotografica




Notizie più lette