
Mediass Catanzaro: NON AGGIUNGERE ALTRE BEFFE E DANNI AI MALATI CALABRESI
Domenica 27 Dicembre 2020 13:00 di Redazione WebOggi.it
"Nell’articolo del 26 dicembre 2020 del Quotidiano Sanità Calabria dal titolo “Dalla manovra una soluzione per la sanità calabrese” il prof. Ettore Iorio afferma che l’emendamento n. 154.35 approvato dalla Commissione Bilancio della Camera a prima firma dell’on. Occhiuto, rappresenta” Occasione irripetibile per la Calabria……finalmente viene offerta a siffatta regione l’occasione per risolvere il suo indebitamento (sanitario)”. L’emendamento prevede che a seguito di una ricognizione dei debiti accumulati dalla Regione Calabria al 31 dicembre 2019 nell’ambito del servizio sanitario regionale, la Regione e la Cassa Depositi e prestiti stipulino una convenzione che preveda l’erogazione di un prestito da parte di CDP di importo pari al deficit patrimoniale accertato. Tali somme potranno essere utilizzate dalla regione esclusivamente per il pagamento dei debiti in ambito sanitario. La somma sarà restituita a Cdp con un piano trentennale. Sia l’on. Occhiuto e gli altri parlamentari che hanno votato a favore dell’emendamento che il prof. Iorio dovrebbero sapere che già “questa occasione irripetibile” di avere una anticipazione di liquidità la Calabria l’ha già sperimentata nel lontano 16/11/2011 quando ha ricevuto dal Ministero dell’Economia e Finanze tramite il Dipartimento Tesoro-Direzione II una anticipazione di liquidità di 428 milioni di euro per sanare il debito sanitario calabrese. Prestito che noi calabresi stiamo restituendo con oltre 30 milioni di euro all’anno per 30 anni, restituiremo ben 922 milioni e finiremo di pagare il 15/11/2040. Il problema è che lo stiamo pagando al tasso bancario del 5,89% che è molto vicino al tasso usuraio per questi tipi di prestiti che è del 6,34%, infatti paghiamo 9,159 milioni in conto capitale e ben 21,581 per interessi. Se lo pagassimo al tasso corrente dell’1% pagheremmo solo 16,5 milioni. Se si considera che questo prestito quasi usuraio si aggiunge ai circa 100 milioni di euro annui, da ormai 10 anni, di aumento di tasse (un lavoratore calabrese con 20.000 euro di imponibile paga ben 406 euro di IRPEF in più di ogni altro italiano e un imprenditore calabrese con un imponibile di un milione di euro paga 10.700 euro in più degli altri imprenditori italiani) che il piano di rientro sanitario impone ai calabresi si capisce bene che cogliere di nuovo “questa occasione irripetibile” sarebbe come aggiungere ulteriori danni e beffe ai malati calabresi. Il danno è infatti l’imposizione del piano di rientro sanitario che è ingiusto in quanto la Calabria è la regione che nel riparto dei fondi sanitari alle regioni è quella che riceve meno fondi, la beffa e che riceve mano fondi pur essendo la regione che tra i suoi circa due milioni di residenti ha ben 287.000 malati cronici in più per come certificato, tra gli altri, anche dal DCA n. 103 del 30/09/2015 dell’allora commissario Scura vidimato sia dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che da quello della Salute. E’ questo il vero motivo per cui dopo 10 e passa anni di piano di rientro il presunto deficit sanitario della regione Calabria, nonostante i prestiti quasi usurai, l’aumento delle tasse e i tagli del piano di rientro, invece di diminuire è quasi triplicato perché il malato cronico che non si può curare poi per essere curato costa molto di più e si complica a tal punto che per curarsi deve recarsi nei costosi centri di eccellenza del nord. Il presunto deficit sanitario è solo dovuto al fatto che gli insufficienti finanziamenti non sono bastati e non basteranno mai per curare i troppi malati in più calabresi. Quindi la “vera occasione” per la sanità e per i malati calabresi sarebbe quella di modificare il criterio di riparto dei fondi sanitari alle regioni basandolo sulla numerosità delle malattie presenti in ogni regione cioè fondi proporzionati alla numerosità e specificità delle patologie presenti in ogni regione, cosi facendo arriverebbero in Calabria a dir poco oltre cento milioni in più ogni anno, quelli dovuti ma mai arrivati da almeno 15 anni a questa parte. Non altro che aggiungerebbe solo ulteriori beffe e danni ai malati calabresi".
Associazione MEDIASS medici di famiglia a Catanzaro
