Le mani della ‘ndrangheta sul gioco?

Domenica 24 Dicembre 2017 19:17 di Redazione WebOggi.it

Un’ombra scura si proietta sul gioco d’azzardo, e non solo in Italia. È la presenza minacciosa della ‘ndrangheta, che sta cercando di recuperare almeno una parte del mercato tolto dalle recenti legislazioni Statali. Con l’online ormai fuori gioco e diverse operazioni condotte per il settore live, l’unica speranza per le associazioni mafiose è attendere i risultati del taglio alle slot. Oppure emigrare all’estero.

L’interesse della ‘ndrangheta per le scommesse sportive non fa certo notizia,ma a sottolinearlo era stato già il ministro Minniti. A finire nel mirino sono in genere le serie minori, meno controllate e per questo più semplici da pilotare, che generano un giro di circa 3 miliardi di euro all’anno. Che il legame tra calcio e associazioni mafiose non sia del tutto inesistente è d’altronde confermato, almeno in parte, dalla recente vicenda dei pagamenti in nero di alcuni stipendi del Foggia, che sarebbero stati effettuati con denaro riciclato. La polizia, i Carabinieri e la Guardia di Finanza proseguono le loro indagini, chelo scorso maggio hanno portato all’arresto di 68 persone. Evidente il periodo di crisi per la ‘ndrangheta nel settore dell’azzardo, alimentato dalla situazione online.

Su internet infatti il controllo dell’AAMS si è rivelata una carta fondamentale per cancellare decine di siti “.com”, e quindi illegali. Tutti i siti che rispettano i parametri imposti dallo Stato vengono indicati con il bollino dell’agenzia, e i giocatori stanno imparando ad affidarsi solo a quelli. Il vantaggio è piuttosto evidente in termini di sicurezza, con tutti gli spostamenti di denaro tracciabili e controllabili in ogni momento. Inoltre il payout deve rispettare i parametri standard, e per le slot machine online tocca il 97%. Più probabilità di vincere, meno di non vedere arrivare il proprio denaro: il lavoro di AAMS ha cancellato le speranze dei siti illegali, e le associazioni mafiose hanno dovuto spostare i loro interessi. Per ora il settore live italiano non fornisce ancora abbastanza spunti, sebbene il distanziometro e il taglio del 35% degli apparecchi sul territorio nazionale potrebbero costituire un rischio da non sottovalutare per il lavoro finora svolto dallo Stato. L’alternativa trovata dalla ‘ndrangheta è stata sbarcare all’estero. In Spagna, per la precisione.

Negli ultimi anni si è registrata un’inversione di tendenza per quanto riguarda la presenza di associazioni mafiose all’interno del mercato del gioco d’azzardo illegale spagnolo. Fino al 2014 infatti quasi 9 arresti su 10 legati ad attività illecite nel gambling erano a carico di membri della Camorra. Attualmente è la ‘ndrangheta a essere la più indagata, si pensa per la sua migliore capacità di sostituire il boss di famiglia. Una volta arrestato il capo, se ne manda un altro e il sistema rimane attivo. Con tutti i problemi che ciò comporta per la polizia locale, spagnola o italiana. La soluzione è quindi spingere verso l’online? Forse, ma il pericolo di ricreare sale da gioco illegali una volta dimezzate quelle sotto il controllo dello Stato è concreto. Ad oggi, il gioco d’azzardo è un campo minato pronto a esplodere. E la ‘ndrangheta non attende altro.


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