
Lavoratori precari della Legge 1-12/2014. Marzia Mazzacua: "I precari di cui con tanta leggerezza si parla in questi giorni sono in attesa di contrattualizzazione da ben 7 anni"
Venerdì 19 Marzo 2021 10:51 di Redazione WebOggi.it
di MARZIA MAZZACUA*
In relazione alle notizie di stampa divulgate da diverse testate giornalistiche e televisiveriguardanti la vertenza dei precari appartenenti al bacino della L.12/14 (in realtà erroneamentedefiniti tali in quanto facenti parte a tutti gli effetti della L.1/2014) ci corre l’obbligo diprecisare quanto segue:
I precari di cui con tanta leggerezza si parla in questi giorni – che detto per inciso sono in attesadi contrattualizzazione da ben 7 anni e, dunque, contrariamente a quanto in alcuni casiaffermato, attualmente privi di contratto pur avendo maturato grande esperienza e capacitàlavorative che, soprattutto in questo periodo, sarebbero state utilmente messe al servizio dellacomunità – fanno parte dell’ultimo bacino storico del precariato calabrese formalmentericonosciuto e tutelato dalla legge.
Ed infatti, l’iter degli stessi, inizia formalmente con il Decreto Legge n. 101/2013, conv. conmodificazioni nella L. 125/2013, recante “Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettividi razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni”, il quale ha previsto le norme per larazionalizzazione ed ottimizzazione dei meccanismi assunzionali, con lo scopo di garantire glistandard operativi ed i livelli di efficienza ed efficacia dell’azione delle pubblicheamministrazioni, disciplinando una forma di reclutamento speciale. Il Decreto citato, all’art. 4,comma 8, introduceva, quindi, una disciplina volta a favorire l’assunzione a tempo
indeterminato dei lavoratori di cui all’art. 2, comma 1 D. Lgs 81/2000 e art. 3, comma e D. Lgs280/1997 disponendo che le Regioni avrebbero dovuto predisporre un elenco regionalesecondo criteri che contemperino l’anzianità anagrafica, l’anzianità di servizio e i carichifamiliari. Lo spirito della Legge in parola è quello di consentire alle Regioni, con propri interventilegislativi, di disciplinare l’utilizzo di Liste per consentire la massima riduzione del bacino deilavoratori ivi iscritti.
Quindi, nell’alveo di tale obiettivo, il legislatore regionale calabrese ha emanato la L. 1/2014,con la quale sono stati recepiti gli indirizzi volti a favorire il superamento del precariato di cuial D.L. 101 conv. in L. 125/2013 e l’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratorisocialmente utili (Lsu) e di pubblica utilità (Lpu), istituendo l’elenco regionale previsto dall’art.4 del D.L. 101 citato, disponendo che la Giunta regionale “dovrà provvedere, con successivoatto, alla costituzione di un elenco regionale relativo ai lavoratori di cui alle leggi regionali15/2008, 28/2008 e 8/2010” (comma 6, art. 1), prevedendo la stabilizzazione dei lavoratori iviinseriti con precedenza entro il 31 dicembre 2016.
La Legge istitutiva dell’elenco regionale è stata successivamente oggetto di intervento dellostesso legislatore con una legge di interpretazione autentica (la famosa L.12/2014) che haprevisto che “l'elenco regionale di cui alle Leggi regionali 15/2008, 28/2008 e 8/2010 debbaricomprendere anche tutti i lavoratori di Enti partecipati interamente dalla Regione che, purnon avendo partecipato alla manifestazione d'interesse espletata in forza del DDG n.17910 del14.11.2008 del Dipartimento "Lavoro, Politiche della Famiglia, Formazione Professionale,Cooperazione e Volontariato", abbiano svolto, alla data del 31.12.2007, almeno due anni diattività, anche mediante contratti di co.co.pro., alle dipendenze di tali enti partecipati e/o chesiano in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge”. Dunque, in seguito all’emanazione della L.1/14 prima e della L.12/14 poi, a seguito di manifestazione d’interesse regolarmente pubblicata sul Bur Calabria, i lavoratori in possesso di detti requisiti hanno presentato regolare richiesta di inserimento nel bacino del precariato storico della regione Calabria.
Ovviamente, la regione Calabria ha provveduto, a seguito di istituzione di appositaCommissione, alla valutazione dei titoli di ognuno dei lavoratori ed ha, nel tempo, procedutocon l’emanazione di diversi Decreti Dirigenziali contenenti gli elenchi dei soggetti in possessodei requisiti e di quelli sprovvisti dei titoli per essere inseriti nel bacino del precariato storico.Senonché, mentre da un lato i lavoratori precari facenti parte delle altre categorie (legge 15,legge 28 e legge 8) nel tempo sono stati contrattualizzati per come giustamente prevedeva lalegge 1/14, per i lavoratori della L.12 non vi è stato, invece, eguale trattamento essendo, glistessi, in attesa di essere contrattualizzati dal lontano 2014. Addirittura, la regione Calabria, ha proceduto ultimamente con la contrattualizzazione dei cosiddetti ex borsisti ed ex stagisti non facenti parte del bacino storico del precariato calabrese (per come statuito dal Tar Calabria-Catanzaro con la sentenza 418/2014) mentre, in ben 7 anni, nulla è riuscita a concretizzare per soggetti con analoghi diritti.
Orbene, pur dando atto all’attuale assessore alle Politiche del Lavoro on. Orsomarso il quale,nel solco di quanto voluto dall’On. Santelli, ha proceduto a dare una forte accelerazione all’iterprocedurale volto alla definizione dell’annosa problematica, non può non evidenziarsinegativamente le responsabilità dell’intera classe politica e dirigente regionale, per non aversaputo dare risposte concrete all’unico bacino di precari istituzionalizzato della regioneCalabria attualmente ancora esistente ed in attesa di risposte.
Non possono, quindi, essere ulteriormente accettate, da un lato le continue discriminazioni trasoggetti aventi gli stessi diritti (vedi lavoratori leggi 15, 28 e 8 che, si ribadisce, sonolegittimamente contrattualizzati) e, dall’altro, gli attacchi di natura strumentale e demagogicache cercano di destabilizzare il percorso, faticosamente, sin qui portato avanti, anche con ilcoinvolgimento delle sigle sindacali.
È solo il caso di ricordare che coloro i quali oggi gridano allo scandalo utilizzandoargomentazioni non rispondenti al vero e frutto di scarsa conoscenza dei fatti e delle norme,sono gli stessi che qualche mese fa utilizzavano le proteste dei lavoratori della L.12, in continuosit-in dinanzi la Cittadella regionale, per attaccare la politica incapace di trovare un’adeguatasoluzione al problema.
Tutto ciò appare davvero singolare e fuori dalla realtà se non fosse che, purtroppo, si stadiscutendo non solo del futuro, bensì del presente, di numerose famiglie che non chiedonofavori ma unicamente il rispetto delle leggi esistenti e della propria dignità, calpestata più volte,in questi anni.
Per tali ragioni, con la presente, si intende diffidare chiunque procederà ulteriormente adutilizzare espressioni calunniose, diffamatorie ed ingiuriose e, comunque, lesive della dignitàdegli stessi e delle proprie famiglie, confidando, al contempo, che, nella valutazione dei fatti edei percorsi sin qui intrapresi, vi sia da tutte le parti in campo maggiore serenità e imparzialitàe, soprattutto, che la Giunta ed il Consiglio regionale, senza distinzione di colori, sappianoporre rimedio ai danni creati e porre un argine ad una situazione divenuta, oramai, insostenibileanche a causa delle gravi emergenze che stanno dilaniando il tessuto economico e socialecalabrese".
*in rappresentanza di altri 21 lavoratori precari della Legge 1-12/2014
