
L'ascesa degli e-Sports: da semplici videogames a sport ufficiali
Lunedì 28 Agosto 2017 23:31 di Redazione WebOggi.it
A partire dagli anni Duemila, la possibilità di poter accedere più facilmente a Internet tramite la sempre più grande diffusione dei computer, ha avvicinato milioni di persone in tutto il mondo a quelli che oggi vengono chiamati e-Sports.
Questi non sono altro che giochi online, che con lo sviluppo costante e velocissimo della tecnologia, sono arrivati ad essere sempre più strutturati, particolareggiati, competitivi e professionali. Così oggigiorno, parallelamente ai classici sport quali il calcio, il rugby o il tennis, possiamo appassionarci anche ai cosiddetti "sport elettronici", da cui l'abbreviazione più famosa, e-sports.
I videogiocatori di tutto il mondo, connessi tra di loro tramite internet hanno iniziato a riunirsi in grandi eventi e tornei; il successo che ne è seguito, ha dato il via a quello che attualmente è un vero e proprio business: poiché, infatti, nel tempo gli e-sports sono diventati così popolari, molte aziende hanno deciso di investire in questo settore.
Ma può un videogiocatore essere considerato a tutti gli effetti uno sportivo? In alcuni Paesi, come Russia e Italia, sì. Il mondo dei videogiochi, infatti, come ha fatto anche quello del poker, ha dovuto affrontare le critiche di tutti quelli che si rifiutavano di vederlo come un vero e proprio sport: paragonati a quelli classici, come il calcio o il nuoto, infatti, possono non coinvolgere particolarmente la sfera fisica, ma allo stesso tempo, sono necessarie numerose e spiccate abilità. Anche il già citato settore del gioco da tavolo, come quello dei videogiochi, ha dovuto affrontare in passato una grande sfida che vedeva questi giochi denigrati dalla società perché considerati d'azzardo. Oggi anche questo settore è riconosciuto come e-sport in vari stati tra cui il Brasile, e in generale, possiamo affermare che paragonandolo a quello degli sport elettronici, si possono rilevare diverse somiglianze. La principale e più evidente, è l'utilizzo di una piattaforma online per confrontarsi contro altri giocatori. Questi ultimi, al pari dei videogiocatori degli e-sports, sviluppano grandi abilità mentali e strategiche, oltre che a una spiccata resistenza fisica, dal momento che talvolta si può rimanere incollati allo schermo anche per 24 ore, specialmente quando si prende parte a un torneo online.
Tra le differenze tra gli sport elettronici e il gioco del poker, spicca in primis la possibilità per quest'ultimo, di poter essere praticato a livello professionale anchedal vivo, nei casinò o nei tornei, cosa che risulta essere impossibile per quanto riguarda ad esempio un e-sport riguardante le arti marziali: difficilmente, infatti, un videogiocatore potrebbe ritrovarsi a disputare degli incontri di combattimento nelle modalità e nelle situazioni descritte dal videogioco, che nella gran parte delle volte, risultano essere inverosimili.
L'altra grande differenza tra e-sports e poker online è l'ammontare dei premi finali nei tornei: mentre per gli e-sports i premi milionari sono ancora una rarità, e normalmente ci si aggira intorno alle centinaia di migliaia di dollari, attorno al poker ruota un vero e proprio business stellare che porta a vincere i giocatori più abili anche decine di milioni di dollari; nulla a che vedere con altri giochi quali il blackjack, dove nei più grandi eventi si può arrivare a vincere "solamente" poco più di un milione di dollari, o la roulette dove il primo premio non arriva nemmeno ai 200mila dollari. Concludendo, in Italia, mentre i videogiochi sono stati riconosciuti ufficialmente come sport elettronici, per quello del poker ancora non è stata rilasciata l'ufficialità dal CONI, ma sicuramente, dato l'interesse sempre maggiore che sta riscontrando specialmente in rete, non si esclude di renderlo un'attività sportiva a tutti gli effetti nel prossimo futuro.
