L’aipd sezione di Catanzaro presente al campus di Scalea per il progetto “Sani e belli”

Giovedì 06 Luglio 2017 12:27 di Redazione WebOggi.it

Ci sarà anche la sezione di Catanzaro insieme a quelle di Reggio Calabria e Foggia al campus di Scalea, in provincia di Cosenza, per l’atto conclusivo del progetto “Sani e Belli” finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e voluto dall’Associazione Italiana Persone Down. A prendere parte al campus per mettere in pratica i principi di una sana alimentazione e di un corretto stile di vita sono Raffaella, Ester e Federica accompagnate dalla tutor Amalia Traversa. Per scoprire le avventure del gruppo seguiteci sulla nostra pagina facebook di Aipd Catanzaro al link https://www.facebook.com/AipdCatanzaro/. Il progetto, volto a migliorare la qualità della vita delle persone con sindrome di Down incrementando stili di vita corretti attraverso l’adozione di scelte alimentari giuste e la diffusione di attività motorie, ha coinvolto anche interlocutori territoriali per assicurare un impatto considerevole nonché la continuità degli effetti del progetto nel tempo. Così, la Sezione di Catanzaro, guidata dal presidente Girolama Mustari, dopo aver avviato contatti informali, accordi e partership con attività dislocate sul territorio al fine ultimo di creare una rete duratura ed efficace, è pronta a partire. Per le persone con sD, infatti, è fondamentale seguire uno stile di vita sano perché sono proprio le persone con sD ad essere esposte ad un rischio maggiore di sovrappeso e obesità rispetto alla popolazione generale. Ciò è dovuto a fattori biologici quali, ad esempio, il basso metabolismo basale. Tuttavia, sono le scelte alimentari non corrette e la scarsa attività fisica a contribuire in maniera significativa all’aumento del rischio di sovrappeso e obesità per le persone con sD, con conseguenze più gravi sulla loro salute e sulla qualità della vita rispetto alla popolazione generale.  “Le persone con sindrome di Down – ha spiegato Anna Contardi, coordinatrice nazionale Aipd e responsabile del progetto -  hanno un rischio maggiore di sovrappeso e obesità rispetto alla popolazione generale. Ciò è dovuto a fattori biologici quali, ad esempio, un basso metabolismo basale ed una concentrazione di leptina non normale nel sangue. Tuttavia, le scelte alimentari non corrette e una scarsa attività fisica (fattori ambientali) contribuiscono in maniera significativa all’aumento del rischio di sovrappeso e obesità, con conseguenze più gravi sulla loro salute e sulla qualità della vita rispetto alla popolazione generale”. E' allora necessario adottare una strategia che consenta alle persone con sindrome Down di avere un corretto stile di vita, agendo su due livelli: adozione di corrette scelte alimentari e diffusione di pratica regolare di attività motoria”.  


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