
La stazione spaziale cinese saluta l'Italia 4 volte al giorno
Lunedì 26 Marzo 2018 17:09 di Redazione WebOggi.it
La stazione spaziale cinese Tiangong-1, il cui rientro è ormai imminente, saluta l'Italia 4 volte al giorno con passaggi di 3 minuti. Lo spiega all'Ansa Paolo Volpini, dell'Unione Astrofili Italiani (Uai). "Essendo scesa alla quota di 220 chilometri, la stazione spaziale cinese è diventata visibile a occhio nudo di notte, anche se - rileva - la sua luminosità è più debole rispetto a quella della Stazione Spaziale Internazionale".L'orbita della Tingong 1 sorvola infatti la fascia intorno all'Equatore, interessa circa la metà dell'Italia, da Firenze in giù. A questo proposito il sito della Uai ha messo a disposizione le previsioni dei transiti, visibili e non, calcolati per ogni capoluogo di provincia: ad esempio la stazione cinese passerà di nuovo sopra Roma il 27 marzo verso le ore 9.15 e il 28 marzo verso le 8.50."Per consultare le tabelle - aggiunge Volpini - è importante controllare la colonna dell'altezza massima sull'orizzonte: solo se il valore è vicino a 90 gradi vuol dire che Tiangong 1 passa quasi sulla verticale, altrimenti significa che sorvola altre località. Un passaggio intorno ai 70 gradi su Roma, per esempio, vuol dire che passa quasi sopra Napoli". Stazione spaziale cinese, 1 su Improbabile anche rischio chimico per sostanze tossiche a bordo1 probabilità su 100.000 di essere colpitiLa probabilità di essere colpiti da un frammento della stazione spaziale cinese Tiangong 1 al suo rientro sulla Terra è minuscola, pari a 1 su 100.000 miliardi. Lo stesso vale per il rischio chimico dovuto a sostanze tossiche ancora presenti a bordo, come l'idrazina: è molto difficile che ne arrivi a terra anche una piccolissima frazione, afferma intanto il Laboratorio di Dinamica del Volo Spaziale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Pisa, che sta monitorando la stazione spaziale cinese in vista del suo imminente impatto nell'atmosfera.I frammenti in grado di sopravvivere alle proibitive condizioni del rientro precipiteranno su un'area di forma più o meno rettangolare, lunga fra 800 e 2.000 chilometri e larga circa 70 chilometri. La probabilità che i frammenti cadano tutti in mare è del 62%, mentre quella che il rientro avvenga nella fascia di latitudine compresa tra 35 e 43 gradi Nord, che comprende anche l'Italia, si aggira intorno al 18%.Nelle ultime 36 ore si potrà cominciare a escludere progressivamente aree del pianeta sempre più vaste, via via si avvicina il momento del rientro, sperando di eliminare alla fine oltre il 97% delle zone inizialmente considerate a rischio. In questo modo, per esempio, l'Italia potrebbe essere esclusa quasi sempre almeno diverse ore prima dell'impatto. Su Tiangong 1 sono ancora presenti circa 3,5 quintali di propellente e, nel caso improbabile che si verifichino delle esplosioni ad alta quota durante il rientro, alcuni frammenti potrebbero essere proiettati su un'area anche più vasta.
Ansa
