
La 'ndrangheta vista da Gratteri: "I figli sono colti, laureati, avvocati, medici, ingegneri..."
Domenica 02 Luglio 2017 14:28 di Redazione WebOggi.it
E' un vero e proprio identikit della 'ndrangheta quello che il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, traccia nel corso di un'intervista rilasciata al quotidiano "La Stampa". La descrive nell'essenza, caratterizzata dalla ritualità e dalle regole, e nella sua evoluzione, rapida e camaleontica. Lo fa rispondendo al giornalista Massimiliano Peggio, che interroga Gratteri sulla capacità operativa della 'ndrangheta in Piemonte.
E, mentre afferma come la 'ndrangheta nel nord Italia sia radicata da decenni ed evoluta in imprenditoria e finanza di alto livello, dipinge pure l'aspetto quasi medievale dei riti e delle regole seguite dagli aderenti all'organizzazione criminale, sottolineando che proprio tali rituali e le ferree regole sono il collante che li unisce.
"La Camorra è sempre più simile al gangsterismo: agisce senza controllo - dice Gratteri -. Non ha disciplina. La Camorra è la prima mafia sorta in Italia ma sarà la prima a finire perché al suo interno non c’è più rigore. Nella ’ndrangheta no: qui le regole sono forma e sostanza. I rituali consentono di entrare a farne parte, di scalarne le gerarchie, ottenendo quelle che in gergo si chiamano “doti superiori”. L’inosservanza delle regole fa scattare le sanzioni".
Poi, nel corso dell'intervista, Gratteri scende nel dettaglio su affari ed interessi attuali della 'ndrangheta, rendendoli chiari nella parte finale, descrivendo chi sono, oggi, i loro figli:
"I figli di ’ndrangheta - conclude Gratteri - sono colti, laureati, fanno gli avvocati, i medici, gli ingegneri. Sono nella pubblica amministrazione. Ma rispondono sempre alle stesse regole. A quel metodo mafioso che non possono rinnegare".
