
La Calabria è la regione d’Europa con i rapporti contagiati e decessi più bassi d’Europa
Martedì 22 Dicembre 2020 09:15 di Redazione WebOggi.it
La Calabria è la regione d’Europa con i rapporti contagiati e decessi più bassi d’Europa
IL Covid 19 non causa ovunque la stessa mortalità, ma è estremamente variabile nelle Regioni italiane. Basta pensare che si va dal 5,4% dei positivi in Lombardia a un minimo dell’1,3% in Campania.
Nel periodo ottobre-dicembre (dal 12 ottobre al 6 dicembre), scopriamo che i livelli di mortalità per Covid-19 nelle Regioni variano sensibilmente, a parità di prevalenza dei nuovi contagi e indipendentemente dalla struttura per età della popolazione residente.
È quanto emerge dall’analisi sui dati attualmente disponibile relativi agli ultimi 2 mesi in Italia e quelli registrati dall’inizio della crisi sanitaria in Europa elaborata dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane dell’Università Cattolica. Lo studio conferma che la pandemia ha avuto intensità e letalità diverse sia in Italia sia in Europa. Difficile stabilire i motivi che va ricercato fra più fattori: densità demografica, grado di inquinamento delle varie regioni, anche i ritardi iniziali nel comprendere la gravità dell’emergenza, forse il deficit nei sistemi di tracciamento dei contagi, diversi livelli di aggressività del virus ( nel Nord Italia c’è una qualificata ricerca sul ceppò padano ) e infine comportamenti individuali e scelte dei governi centrali e locali.
La mobilità è un possibile motivo è che alcuni territori sono interessati da un livello alto di mobilità, si tratta di luoghi in cui si svolgono la maggior parte delle proprie relazioni sociali ed economiche. Queste aree, con molta probabilità, sono state sottoposte a un rischio maggiore di contagio, la Lombardia, per esempio, dove si registra la più alta intensità degli spostamenti e dove c'è stato un record di contagi, i trasporti hanno subito notevoli processi ma una verità molto semplice viene spesso dimenticata: gli uomini non sono esseri che vivono sottoterra e le metropolitane sono contro natura si possono spiegare così i record in Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna.
Dall’inizio della pandemia al 14 dicembre nel nostro Paese si sono registrati 65.011 decessi: il 36,7% avvenuti in Lombardia, l’11,0% in Piemonte e il 10,2% in Emilia-Romagna. Il rapporto tra mortalità e contagi (letalità), si attesta al 3,5% a livello nazionale, la Lombardia sperimenta il valore più elevato, il 5,4%, la Regione con quello più basso è la Calabria con l’1,3%.
Secondo i dati pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità, l’età media dei pazienti positivi deceduti è 80 anni, l’età mediana sale a 82 anni. L’andamento dell’età media dei pazienti deceduti positivi, a partire dalla 3a settimana di febbraio 2020 è andata sostanzialmente aumentando fino agli 85 anni (1a settimana di luglio) per poi calare leggermente sotto gli 80 anni a partire da settembre. Resta il fatto che la patologia principale presente tra i deceduti è l’ipertensione principalmente generata dal l’inquinamento atmosferico.
La prima fase della pandemia ha interessato sostanzialmente solo una parte del nostro Paese, il Centro-Nord, mentre nel sud i contagi sono stati molto limitati. La seconda fase, invece, si è sviluppata su tutto il territorio, continuando però a evidenziare notevoli differenze tra Regioni, soprattutto rispetto al numero di decessi per Covid-19.
Soffermando l’attenzione sul periodo ottobre-dicembre (12 ottobre-6 dicembre), si scopre che i livelli di mortalità per Covid-19 nelle Regioni variano notevolmente , a parità di prevalenza dei nuovi contagi e indipendentemente dalla struttura per età della popolazione residente. Lo studio si concentra sui decessi registrati nell’arco di 2 settimane, in relazione ai contagi nelle 2 settimane precedenti. Confrontando il periodo dal 23 novembre al 6 dicembre con quello dal 26 ottobre all’8 novembre, si osserva un aumento della variabili dell’incidenza dei decessi e dei contagi tra le Regioni con il livello più alto dei contagi, a testimonianza di un aumento delle differenze regionali. Una dinamica che ha indebolito il legame tra contagi e decessi che rappresenta il segnale che su questa relazione intervengono fattori di natura diversa. In sintesi alcune Regioni, anche se colpite da più contagi, riescono a gestire di più l'emergenza e a limitare le morti.
Ci sono poi le Regioni in cui si è registrato il numero maggiore di decessi e di contagi in relazione alla popolazione residente. La Valle d’Aosta ha il tasso di decessi Covid-19 più alto in assoluto (3,11 ogni 10.000 abitanti, a fronte di un tasso di nuovi contagi pari a 150,4 per 10.000 abitanti). Il dato sui decessi è particolarmente elevato se lo si confronta con quello della Provincia Autonoma di Bolzano che, per un numero analogo di contagi, 151,7 per 10.000 abitanti, ha una incidenza di decessi pari all’1,94 ogni 10.000 abitanti.
Mortalità alta anche in Friuli Venezia Giulia dove, a fronte di una incidenza dell’82,0 ogni 10.000 abitanti, si osserva un tasso di decessi pari a 2,82 per 10.000. Anche in questo caso, si tratta di un rapporto tra decessi e numero di contagi elevato se confrontato con quello del Veneto, 88,5 contagi ogni 10.000 abitanti e 1,87 decessi per 10.000 abitanti, e con quello della Toscana, 85,3 contagi e 1,51 decessi ogni 10.000 abitanti.
Lo studio ha esaminato inoltre le Regioni con minore incidenza di contagi e di mortalità. Anche in questo caso si nota tra i due periodi un aumento della variabilità, ma di intensità decisamente minore. La Calabria (33,41 contagi e 0,47 decessi per 10.000 abitanti) è la regione che ha il rapporto più basso tra decessi e contagi seguito da Marche (51,4 e 0,86), Lazio (62,78 e 0,95) e Umbria (77,59 e 1,25) , a queste si aggiunge la Campania (85,3 contagi e 1,1 decessi ) la regione con più contagiati in rapporto ai decessi.
Anche le analisi a livello europeo sui decessi registrano una elevata variabilità. Analizzando la letalità registrata nei singoli Paesi in relazione alla percentuale di anziani, si osservano differenze significative. Nella fascia con la quota di anziani più elevata, la letalità varia da 1,3 della Lettonia a 3,1 per 100 contagiati della Bulgaria. Nei Paesi con la più bassa percentuale di anziani, la letalità varia da 0,5 registrata a Cipro a 3,5 per 100 contagiati rilevata in Gran Bretagna.
L’Italia ha una elevata letalità, a fronte di un tasso di contagi che ci colloca nella fascia centrale della graduatoria europea ma se la Calabria fosse una nazione avrebbe ad oggi registrato la migliore performance nel contenimento del corona virus. Una ulteriore analisi che sfugge ai media del main stream è sui dati dei decessi che sono avvenuti soprattutto tra gli anziani e l’Italia , a livello europeo, è primo per quota di anziani, ma questo spiega solo in parte tale mortalità. La situazione peggiore infatti è quella della Gran Bretagna, il Paese con la letalità più elevata, nonostante abbia una popolazione relativamente giovane rispetto a molti altri Stati europei, mentre la Calabria è ultima in Europa ( sarebbe meglio dire la prima) .
Roberto Talarico
