La Calabria dell'anti 'ndrangheta c'è e vuole esserci

Giovedì 13 Dicembre 2018 13:09 di Isabella Pesce

È in corso presso l'auditorium Casalinuovo di Catanzaro l’evento “La Calabria dell’anti ‘ndrangheta”, giornata di studio sui fenomeni mafiosi e sulla legge regionale 9/2018, il testo unico relativo agli interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ‘ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza.

Presenti al momento in questo secondo panel "La cultura della legalità e della cittadinanza responsabile", Salvatore Curcio, procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Mariarita Calvosa, direttrice dell’Usr Calabria, Angelo Sposato, segretario generale della Cgil Calabria, Marisa Manzini, procuratore aggiunto di Cosenza e Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale di AvvisoPubblico.

Proprio Romani, ha rivolto alla platea, composta soprattutto da giovani, 2 quesiti fondamentali che vertono sull'importanza delle regole e sull'esercizio vitale del diritto di voto:

"Cosa sono dunque le regole? Lacci che ci costringono o strumenti per vivere tutti meglio? Non si può prescindere dall'importanza della Costituzione per costruire una Calabria, un’Italia, un’Europa, un mondo nuovo. La Costituzione deve essere il nostro punto di riferimento, un generatore di opportunità, che purtroppo per i ragazzi del Sud scarseggiano"

Secondo Romani la libertà passa attraverso la cultura: "Studiate, perchè i soldi vanno e vengono, ma quello che avete nella testa e nel cuore non ve lo toglierà nessuno"

Il procuratore aggiunto di Cosenza, Marisa Manzini, pone l'accento sull'importanza di affrontare l'argomento 'ndrangheta proprio in Calabria, del coraggio necessario per combattere la mentalità 'ndranghetista: "Il controllo del territorio da parte della criminalità passa attraverso il dominio dei terreni, è di pochi mesi fa l'autobomba con cui i Mancuso nel Vibonese hanno rimarcato il loro strapotere ai danni di Matteo Vinci."

Il procuratore della repubblica di Lamezia, Salvatore Curcio vede una sola trasformazione possibile: "Il cambiamento passa necessariamente dalla rivolta delle coscienze, dal mutamento delle nostre priorità. Non abbiamo bisogni di supereroi, la Calabria ha fame e sete di ordinarietà"


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