INTERVENTO DELLA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ROSELLINA MADEO (TESTO INTEGRALE)

Venerdì 17 Marzo 2017 10:28 di Redazione WebOggi.it

INTERVENTO DELLA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ROSELLINA MADEO (TESTO INTEGRALE)    

Desidero salutare tutte le persone presenti quest’oggi al Consiglio comunale straordinario della Città di Rossano, ai tanti colleghi rappresentanti delle Istituzioni del territorio e alla gente venuta qui, oggi, da tutta la Diocesi per assistere e partecipare ad un evento storico e carico di significato sociale e civile.    

Per prima cosa, non solo nel ruolo conferitomi, voglio porgere il mio saluto di benvenuto, carico di commozione, all’Ordinario Militare d’Italia, già Arcivescovo di Rossano-Cariati Monsignor Santo Marcianò, da cui ho avuto vicinanza fraterna in momenti di straordinaria Gioia e di inenarrabile dolore.    

Eccellenza, non prenderò molto tempo, poiché siamo riuniti qui per sentire in particolare le sue parole, e poi leggerò le motivazioni del Consiglio comunale che unanimemente e con l’acclamazione del popolo rossanese ha voluto riservarLe la Cittadinanza Onoraria del Comune di Rossano.    

Dirò poche cose in apertura di questa cerimonia. Che, non a caso, si celebra in un giorno importante che rimanda alla memoria una delle più eccelse figure della nostra democrazia e della nostra Repubblica, che ha vissuto il suo impegno politico nell’armonia dell’impegno cattolico.    

Il 16 Marzo di 39 anni fa, a Roma, con il rapimento di Aldo Moro in via Fani per opera delle Brigate Rosse, si consumava il primo atto di quello che fu il martirio di un uomo in prima linea nella strenua difesa della democrazia.    

Una figura, caro Don Santo, alla quale Lei è legato particolarmente e che ricorda spesso nei suoi scritti e nelle sue omelie.    

Una figura cara molto anche a me, a cui ho dedicato la conclusione del mio percorso universitario.    

L’insegnamento e l’esperienza di Aldo Moro, per quanti come me, impegnati nel servizio alle Istituzioni, si richiamano alla radice popolare, democratica e cattolica, è un punto di riferimento costante nell’azione quotidiana. Una stella polare la cui guida continua ad essere di grandissima efficacia e attualità ai giorni nostri, nonostante in questi anni la morfologia socio-politica dell’Italia e dell’Europa abbia compiuto diverse evoluzioni.    

Eccellenza reverendissima, ci sono molte ragioni per cui il Consiglio comunale ha inteso conferirle lo status di cittadino onorario di Rossano ed una di queste sta proprio nella capacità che Lei ha dimostrato, durante il settennato episcopale nella Diocesi Rossano-Cariati, di sapersi confrontare, da autorità religiosa, con le difficoltà e le virtù di questa terra valorizzando l’entità dell’uomo e del cittadino.    

In questo è stato d’aiuto anche alle Istituzioni locali che in Lei hanno sempre trovato sostegno, incoraggiamento e lo sprone per affrontare le diverse questioni del comprensorio ionico.    

Grazie al suo aiuto abbiamo sperimentato, per la prima volta, il valore della comunità territoriale e abbiamo assunto la consapevolezza reale che in questo angolo di Calabria ci sono ricchezze per le quali vale davvero la pena impegnarsi e lavorare sodo.    

Oggi, con entusiasmo, l’accogliamo nella nostra comunità certi di poter continuare a far leva sull’affetto, e su quel legame di appartenenza che lo tiene legato a doppio filo con questa Città.    

Una comunità che si arricchisce di ulteriore valore e che insieme può sperare di edificare un futuro migliore. Certi, come siamo, che – così come ci ricorda San Paolo - quando c’è una comunità c’è un “corpo” in cui gli elementi che lo compongono sono fortemente interconnessi fra loro.    

In questo senso la comunità è un sistema “vivo” in cui sul singolo prevale l’essere insieme con altri, e sull’interesse individuale prevale il bene comune.

È in questo modo di concepire la vita di una collettività che si intrecciano indissolubilmente i precetti della fede cattolica e le norme civili di un paese democratico, laico e attento a tutti i cittadini.

Insieme si cresce!

Ed in questa crescita e nelle sfide che ci attendono, noi cittadini ed amministratori rossanesi siamo felici che possa essere presente e viva la Sua partecipazione attiva di Uomo e di Pastore. Perché anche un non credente, se è forte dei principi di buona volontà, può condividere universalmente con noi il pensiero che “in senso stretto non vi può essere felicità senza comunità (Spinoza)”.

Allora, caro Don Santo, siamo contenti che Lei oggi è in mezzo a noi e che da qui a breve riceverà dalla nostra Città la cittadinanza onoraria. -È stato tra coloro che più ha sostenuto e sviluppato temi come la giustizia sociale, il rispetto dei diritti umani, la dignità e libertà di ogni persona. Ha teso così a portare avanti un impegno dottrinale ma anche civico.

Attraverso le Sue numerose iniziative e i progetti avviati per la prima volta nella nostra Diocesi e nel nostro territorio, ha lavorato per ridare dignità alla donna. E di questo Le ne sono grata perché il genere femminile, nella nostra società e spesso e purtroppo anche nella Chiesa, subisce ancora ingiustificate discriminazioni.

Lei è andato controcorrente, aiutando tantissime ragazze e mamme ad uscire dall’oblio e dal limbo della società e dalla condizione passiva e remissiva alle quali erano state costrette.

Anche per chi non ha conosciuto direttamente e toccato con mano il suo operato pastorale, ha però potuto incontrare la Sua figura e il Suo lavoro nelle pagine della storia di questa città: su tutti, nell’elevazione del Codex Purpureus Rossanensis a Patrimonio Universale dell’Unesco.

Un dono della provvidenza per Rossano e per l’intera Calabria che mi auguro possa essere messo a frutto e nel migliore dei modi non solo dalle Istituzioni ma anche e soprattutto dai giovani.

E poi ancora il Suo impegno nei confronti dei poveri e a sostegno degli ultimi, è stato messo in evidenza unanimemente dalla scelta del Consiglio comunale.

Così come l’impegno costante affinché Rossano, la sua Area urbana insieme alla vicina Corigliano, e alle altre comunità locali che si estendono dal comune di Tarsia a quello di Cariati, fossero sempre attive e vive nella valorizzazione e tutela della propria identità.

È questa una piccola parte dell’opera meritoria compiuta da S.E. Mons. Santo Marcianò nei suoi sette anni trascorsi tra di noi, che ho provato a riassumere velocemente e che hanno dato cuore e anima alle motivazioni unanimi che il Consiglio comunale di Rossano ha voluto riservare al suo nuovo Cittadino Onorario.

Caro Padre, di recente, proprio in preparazione della cerimonia odierna, mi sono soffermata a guardare con accuratezza materna il suo sigillo episcopale. Che richiama alla figura allegorica del Pellicano.

Un animale riconosciuto come “emblema di carità” (Oswald Wirth) perché sia nella tradizione religiosa, non solo cristiana, che laica rappresenta il simbolo dell’abnegazione con cui si amano i figli.

L'iconografia cristiana ne ha fatto l'allegoria del supremo sacrificio di Cristo, salito sulla Croce e trafitto al costato da cui sgorgarono il sangue e l'acqua, fonte di vita per gli uomini.

Rossano ha avuto beneficio dalla sua opera sociale e culturale e, oggi in modo solenne ed ufficiale, la ringrazia di cuore per quello che ha fatto.

Shalôm, Eirene, Pax, Salâm, Peace, Paix, Friede, Paz, Mir...

sono questi i nomi dell’ospitalità in tutte le lingue conosciute del mondo cattolico con le quali le diamo il benvenuto come nuovo cittadino di Rossano, Città del Codex e storicamente, per eredità di San Nilo, anche di Pace e Ospitalità.

E la pace, come ci insegna il nostro tempo, cresce di pari passo con l’ospitalità. Con un abbraccio ideale, allora, caro Padre, Rossano l’accoglie tra le sue sette porte e nel cuore di una civiltà che ancora vuole continuare ad essere protagonista e che ha coraggio per dettare i tempi dell’auspicato cambiamento verso un futuro più solido e pieno di speranza.

 


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