Incontreremo maschere o mascherine?

Domenica 23 Febbraio 2020 21:32 di Adriana Guzzi

Curioso e di sicuro interesse il tipo di incontro che potrete fare in questi giorni sul vostro cammino. E non solo, mi verrebbe da dire. Sembra che la protagonista di questo periodo storico, cristallizzato nel febbraio 2020, sarà la maschera.

Il virus che approda in Italia durante il Carnevale assegna a quest'oggetto un valore molto più che simbolico. Senza neanche parlare del valore che assumerà da quì a breve nelle vendite on line.

Oggi, ascoltando ogni fonte di informazione sulla diffusione del coronavirus, non ho potuto fare a meno di fare un salto con la mente: dalle maschere alle mascherine.

Immaginate uno spazio all'aperto,  una compagnia variegata, fatta di attori, giullari e comici. E maschere, fatta di maschere. I personaggi colorati di eccessi, dove il costume era il personaggio, il suo carattere. Arlecchino, Brighella, Colombina e Balanzone, solo per citarne alcuni. E dietro ad ognuno di loro, qualcuno che dietro la maschera era libero. Libero di dare voce e movimento a un particolare, a infiniti dettagli che sono dentro la maschera ma che esplodono fuori. L'irriverenza di Arlecchino e la sua vivacità ad esempio. Perchè la maschera è estro, è spazio dove essere, piuttosto che apparire.

Carnevale incarna ancora oggi lo spirito della maschera, che per un giorno permette di essere una parte di sè che non deve nascondersi, ma che vuole mostrarsi. E via di sfilate, parate e feste. Con quei colori che sanno di possibilità e regalano allegria... Ma non quest'anno. Questo Carnevale è fatto di mascherine, tutte uguali. Niente da mostrare, solo da proteggere. Niente libertà, ma solo paura.

Questo febbraio 2020 è lo specchio dell'evoluzione della maschera. Che non solo lascia la scena alla mascherina, triste accessorio di questo tempo, ma cede il passo a quella ben peggiore che accessorio non è: la menzogna.

E lei non si nasconde dientro una maschera, ma cammina spocchiosa sotto la luce del sole. Lei, non si vergogna di mostrarsi sempre.

E mentre i palchetti son sempre gli stessi , gli attori si presentano con facce sgombere e pulite, che con fare convinto rassicurano, promettono, si vendono. In una commedia in cui c'è poco da ridere, e molto da riflettere.

Da dietro le mascherine, certo. Che la paura dell'altro è l'unica cosa che ci hanno lasciato questi "buffoni" di corte.

Arlecchì, guarda un pò che fine che abbiamo fatto. Ci siamo bevuti il segreto di Pulcinella, forse.

 

 


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