Il tentativo di conciliazione presso i Corecom e la mediazione obbligatoria: sistemi ADR a confronto

Mercoledì 17 Maggio 2017 09:36 di Redazione WebOggi.it

Il giorno 23.05.2017 ore 15.30 presso la Sala Consiglio della Provincia di Catanzaro, l'AGIFOR (associazione giovanile forense) sezione di Catanzaro presenta, in collaborazione con il CORECOM Calabria e con la Camera di Mediazione Nazionale, il Convegno sul tema: "Il tentativo di conciliazione presso i Corecom e la mediazione obbligatoria: sistemi ADR a confronto".   Saluteranno ed introdurranno i lavori l'Avv. Luciano Giacobbe, Presidente AGIFOR, sez. di Catanzaro e l'Avv. Jole Le Pera, Presidente Movimento Forense sez. territoriale di Catanzaro. Tra i relatori interverranno: il Dott. Francesco Tallaro, magistrato TAR Calabria, l'Avv. Rosario Carnevale, Direttore CORECOM Calabria, il Prof. Avv. Demetrio Calveri, Docente e Responsabile Nazionale Camera di Mediazione Nazionale, Avv. Brunella Fabiano, Notaio in Maida e Docente nella SSPL presso Università "Magna Graecia" di Catanzaro, l'Avv. Frank Mario Santacroce, Segretario CORECOM Calabria.  Modererà e concluderà la tematica l'Avv. Massimo Gimigliano, Responsabile convegni e corsi di formazione sez. civile AGIFOR Catanzaro.     L'evento è accreditato dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Catanzaro e i partecipanti interessati avranno diritto a n.4 (quattro) crediti formativi.   Confrontare i due sistemi di risoluzione extragiudiziale della controversia, significa sottolineare come la lite possa pacificamente risolversi in una sede alternativa al giudizio attraverso l'esperimento della procedura di conciliazione presso il CORECOM, obbligatoria, per legge, nelle liti tra utenti finali e operatori di comunicazioni elettroniche, durante la quale le parti, aiutati da un soggetto terzo (il conciliatore), tentano in modo amichevole di trovare una soluzione   ovvero del procedimento di mediazione presso gli Organismi di Mediazione, obbligatorio nelle materie civili specificate nell’art. 5 del d.lgs. n. 28/2010. Pertanto, due sistemi ADR che, in quanto condizione di procedibilità della domanda giudiziaria in sede civile,  sono delle risorse a disposizione delle parti, in quanto le stesse nell'esperimento del procedimento si riappropriano delle loro capacità di autodeterminazione e, con l'assistenza dei loro difensori e la collaborazione di un terzo, soggetto neutro ed imparziale (conciliatore-mediatore) capace di riaprire quei canali comunicativi rimasti bloccati dalla lite, tentano una risoluzione consensuale del conflitto, nel rispetto delle diverse posizioni.   Il risultato dei procedimenti alternativi di risoluzione dei conflitti non sarà una decisione imposta dall'esterno, ossia dall’autorità giudiziaria, che ha un vincitore ed un soccombente ma una scelta libera e consensuale delle parti che soddisfa gli interessi di entrambe e, qualsiasi sia la soluzione, dal momento che scaturisce dagli stessi protagonisti del conflitto, è molto più probabile che venga rispettata e che duri nel tempo.   L'intento deflattivo di tali procedimenti extragiudiziali è dettato dalla necessità di alleggerire il processo civile dalla massa dei contenziosi che vi approdano sempre più numerosi ma certamente non può sottacersi che la via per uscire dalla cronica crisi della giustizia non può essere quella di esasperare i metodi alternativi per la risoluzione delle controversie. Ciò significa che il dirottamento, operato dal legislatore, delle parti verso l’ADR non può essere indiscriminato ma richiede un'attenta analisi volta id individuare quali controversie siano idonee ad essere efficacemente risolte con un'ADR e quali, invece, non lo siano, nell'ottica di garantire la tutela dei diritti.        

Vicepresidente AGIFOR Sez Catanzaro   Avv. Mariateresa Musacchio


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