
Il problema è che non se ne parla abbastanza. L'editoriale di Roberto Talarico.
Martedì 05 Maggio 2020 11:53 di Redazione WebOggi.it
Già da mesi abbiamo scelto di sottoporre alla vostra attenzione e sensibilità tutte le ricerche effettuate sul rapporto tra inquinamento e corona virus, monitorando quotidianamente i siti istituzionali ed i dati forniti dall'Istituto Superiore di Sanità, dal CNR, dall' OMS, incrociandoli con i dati ISTAT, etc. Attualmente, stiamo approfondendo uno studio appena reso pubblico che mette in rapporto il tasso di mortalità con le differenti zone d'Italia.
Certo non siamo un team di scienziati, ma fare del semplice giornalismo d'inchiesta, guardando con un occhio critico a quanto sta accadendo in Italia e nel mondo, ci ha portati ad una visione complessiva e critica del fenomeno del contagio in correlazione all’inquinamento e delle sue nefaste conseguenze.
Sono molto meravigliato di come, ancora adesso, una notizia così rilevante venga riportata in pochi attimi di tg nelle televisioni nazionali o su articoli cui viene riservata poca evidenza su siti e quotidiani.
La notizia viene spesso riferita senza alcuna analisi, intendo in modo freddo e distaccato, superficiale. Solo per far un esempio, stando a queste ricerche, l'aumento della mortalità nelle regione Marche coinciderebbe con gli effetti della “coda” del particolato (cioè l'inquinamento dato dalle polveri sottili, comprese le nano particelle 2,5 che aggrediscono il corpo umano in maniera mortale) (vedi foto) per cui i residenti delle Marche, senza colpa alcuna, ingeriscono da sempre l'inquinamento che loro arriva dalla Pianura padana, compromettendo la propria salute.
Altra mia considerazione è quella relativa al modo di definire genericamente i soggetti che sono compromessi dall'esposizione per molti anni all'inquinamento della Pianura padana, definizione che ormai è diventata di uso comune: soggetti con “patologie pregresse”.
Si continua a parlare di misteri sui morti della Lombardia ma di misteri sembrano essercene pochi. L'unico mistero, a mio avviso, è che della principale causa non se ne parla abbastanza: l’inquinamento.
Di seguito tutti i dati forniti da un articolo di Repubblica, a fronte di cui l'analisi non sembra così difficile.
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Roberto Talarico
