
Il Po pulito scatena sul web i commenti sull’inquinamento
Mercoledì 15 Aprile 2020 10:00 di Redazione WebOggi.it
L'acqua è trasparente, il colore torbido e verdastro solo un ricordo: la chiusura forzata di quasi tutte le attività imposta con il lockdown ha fatto rinascere il fiume Po che, anche nel tratto cittadino di Torino, all'altezza dei Murazzi, è limpido come mai avvenuto prima.
Il manifestarsi di questo fenomeno, innegabilmente imputabile alla quasi inesistente attività industriale con tutto quello che ne consegue, ha messo alla luce la necessità di un cambiamento radicale delle abitudini una volta che sarà cessata l'emergenza coronavirus.
Di tale necessità è pienamente consapevole il popolo del web, le cui reazioni di fronte all'impareggiabile e inusuale spettacolo del Po limpido e trasparente non ha potuto fare a meno di sottolineare come il nostro normale modo di vivere abbia nuociuto fortemente all'ambiente che ci circonda. Ecco solo alcuni dei commenti più significativi al riguardo rinvenuti nei post sui social.
"Ci hanno raccontato per anni che i fiumi sporchi non sono colpa degli scarichi industriali e che lo smog non è causato dalle auto ma quasi esclusivamente dalle caldaie. Ora sappiamo che non è così, vediamo con i nostri stessi occhi e sentiamo con il nostro stesso naso quanto male stiamo facendo al pianeta e non abbiamo più alibi".
"Al di là di ogni retorica credo che se sopravviveremo dovremo fare una scelta di campo; se vogliamo che i fiumi siano così, e francamente nemmeno ce lo ricordavamo che potessero essere così, dovremo saper rinunciare ad altro. Io credo proprio che lo farei...Con i fiumi così probabilmente in macchina non avrei più bisogno nemmeno dell'aria condizionata!"
"La natura ci ha dato il primo avviso: siamo niente al suo confronto. Piangiamo migliaia di morti ed è stata benevola. Se non cambiamo direzione la prossima volta sarà anche peggio".
"Sarebbe il caso di riflettere e cercare soluzioni e fare controlli su chi inquina. Dobbiamo farlo ora o sarà troppo tardi. Impariamo dai nostri errori".
