
Il mercato degli oggetti di piacere in aumento: occhio alle plastiche cinesi
Venerdì 16 Novembre 2018 20:38 di Redazione WebOggi.it
Il web è un recipiente enorme, dalle infinite possibilità, dove è possibile acquistare qualsiasi genere di oggetto. Negli ultimi anni c’è stata una impennata notevole per quanto riguarda il mercato degli oggetti di piacere, visto che la rete offre la possibilità di acquistarli in modo semplice ed in totale anonimato. Questo mercato, che un tempo era riservato principalmente agli oggetti sessuali per il genere femminile, offre numerosi spunti anche per gli uomini. Oggi, infatti, questo genere di oggetti ci sono anche per uomo e ne è conferma l’enorme mole di oggetti per il genere maschile presenti sul web.
Il tutto è, ovviamente, legato al piacere personale e della coppia visto che l’utilizzo di questi giochini può aiutare a ritrovare la complicità sessuale tra due persone. Il giro d’affari globale nel 2017 è stato è stato di 18,6 miliardi di euro. I prezzi vanno dai 99 centesimi ai 399 per gli oggetti più tecnologici. Soltanto in Italia, complice soprattutto il web, il fatturato è cresciuto del 6% in un solo anno. In Europa si è registrato un più 20%. Sul web, dunque, tra i vari cataloghi disponibili è possibile scegliere modello, colore e prezzo del toy, ma raramente si può essere informati sui materiali utilizzati. Quando è segnalato, le sigle più ricorrenti sono queste: plastica, Tpr, Tpe, Abs, Pvc, lattice, silicone. Tra i più diffusi sul mercato c’è il «jelly», che però è un termine commerciale e non la sigla di un materiale. Secondo il professore Mario Malinconico dell’Ipcb del Cnr, i toys possono contenere silicone, o lattice o altri materiali plastici, in genere fanno uso di plastificanti del tipo ftalati.
Per avere migliori garanzie è consigliabile acquistare toys prodotti in Europa, quelli cioè costruiti con plastiche stabilizzate dove il rischio che un monomero chimico pericoloso migri dall’attrezzo alla mucosa è veramente minimo. Il problema sorge quando si tratta di acquistare prodotti importati dai paesi asiatici, Cina in primis, che tra l’altro occupano la fetta maggiore del mercato. Il mercato cinese è fatto di aziende che non usano tecnologie e sistemi di protezione adeguati, il rischio che il cloruro di vinile monomero, (con il quale si fabbrica il Pvc, lo stirene e il butadiene), si trasferisca alle mucose non è da escludere.
Per una donna incinta gli ftalati sono pericolosi. Lo sviluppo sessuale del bambino può essere alterato se siamo difronte a prodotti di scarsa qualità. Se lo ftalato va nel sangue della mamma e, attraverso la mucosa, arriva al bimbo nelle prime fasi dello sviluppo, dove le cellule stanno migrando per decidere maschio o femmina, ci possono essere seri problemi.
Insomma, è bene controllare prima quali prodotti stiamo per aquistare quando si tratta di giocattoli sessuali perchè ne va della nostra salute. Il consiglio, dunque, è quello di affidarsi sempre a prodotti prodotti in Europa.
