Il Giro d'Italia ha il suo spettatore d'eccezione, e la tappa diventa importante davvero. (FOTO)

Giovedì 08 Ottobre 2020 13:00 di Adriana Guzzi

Una tappa importante quella di ieri per tutta la Città di Catanzaro.

Il Giro d'Italia 2020 attraversa il capoluogo e tinge le strade di sport in un momento in cui la vita di ognuno sembra sospesa ad un anno fa.

Anche questo evento, per i più, è passato dallo scambio di immagini on line a causa delle restrizioni in vigore per il Covid 19. A ognuno, da mesi, viene chiesto di rinunciare a qualcosa, per una causa più importante.

E ognuno, si spera, farà la sua parte.

Troppo spesso,infatti, dimentichiamo quanto si debba andare avanti comunque, anche per chi ha dovuto, lentamente, rinunciare a tutto. E ben prima di una pandemia.

E' il caso di un paziente del San Vitaliano di Catanzaro, ciclista e sportivo appassionato che si trova a cedere alla malattia ogni sua passione prima e ogni libertà poi.

Affetto da SLA ( Sclerosi laterale amiotrofica), lui come molti altri vive in "compagnia" di un male neurodegenerativo che, progressivamente, lo priverà di tutto ciò per cui noi non abbiamo la dignità di ringraziare: la vita stessa. 

Proprio per questo, per una volta, gli operatori del Centro Clinico di Riabilitazione del Gruppo Citrigno,con il Direttore Sanitario,  Dott. Bonaventura Lazzaro, hanno deciso di regalargli un attimo di cui nessuno potrà più privarlo.

Per onorare il suo passato da sportivo, e il desiderio di guardare la sua passione da vicino anche in circostanze difficili, l'intero staff di operatori ha messo risorse e tempo libero a disposizione per donargli quell'umanità che può ancora essere cambiamento.

Io, come tanti, non ho assistito al giro. Eppure, guardandolo dalle foto attraverso gli occhi di chi il Lockdown lo ha nel suo corpo, ho visto un "passaggio"eccezionale , una tappa che non si ripeterà più: un uomo che si beffa del dolore gioendo per ciò che ama.

Da ieri, come spesso accade difronte a questi esempi, mi sento un pò più piccola quando guardo alla rinuncia come la limitazione al mio spazio e al mio tempo dettata da questo periodo incerto.

Mi sento un pò più misera quando realizzo che il mio spazio- tempo risiede in un corpo in salute che uso spesso per lamentarmi, e che sono in buona compagnia anche io, ma di gente che ha tutto eppure è piena solo di ingratitudine, come me.

Quindi provo a tirarne un pò fuori per i ragazzi del San Vitaliano a cui nessuno ha chiesto di regalare un sogno, irripetibile, per chi dipende totalmente dall'umanità che resta.

Ne trovo un pò anche io, ora che sembra contare solo il distanziamento, e mi stringo con tutti loro in un abbraccio forte forte ai famigliari.

I famigliari di tutti quelli che non hanno voce, per dire che il Covid gli sta facendo scivolare via quei baci troppo preziosi per essere rimandati. 

Poi mi fermo, guardo le sue foto, e il mio"GRAZIE" più sentito è per lui:l'uomo sulla sedia che mi ha portato a fare un giro che non dimenticherò.  

Ora torniamo a preoccuparci del traffico, tarantelle e mascherine, noi che possiamo. Finchè ci riusciamo.


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