
Il comitato tecnico scientifico al Governo: "Maggiori aperture per le regioni a bassa percentuale di contagi"
Martedì 28 Aprile 2020 19:00 di Redazione WebOggi.it
All'indomani dell'annuncio della tanto attesa Fase2 che inizierà il 4 maggio e che di fatto ha scontentato diversi settori, Regioni e Governo centrale, già in tensione sulle misure da adottare, devono ora tenere in considerazione un documento, apparso sul corriere.it, di dati e analisi racchiusi in 22 pagine, che il comitato tecnico-scientifico ha stilato sulla situazione epidemiologica da Coronavirus in Italia.
Considerazioni che hanno frenato il Governo su un maggiore allentamento delle restrizioni previste per la fase 2 che avrà inizio il 4 maggio.
La relazione degli esperti guidati dal professor Silvio Brusaferro analizza tutti gli aspetti relativi alle possibili ripartenze nella “fase 2” e raccomanda «un approccio di massima cautela» e soprattutto di «mantenere elevata l’attenzione».
È per questo motivo che il Governo ha spiegato poi che gli effetti positivi di contenimento del virus e di mitigazione del contagio si iniziano a misurare, ma non sono assolutamente sufficienti per abbassare la soglia di attenzione.
Per decretare le attività e le zone da riaprire via via sembra che saranno prese in considerazioni le singole realtà regionali.
Le maggiori aperture quindi saranno possibili per quelle Regioni che hanno una bassa percentuali di contagi e decessi come Umbria, Molise e Basilicata, ma anche Calabria e Puglia. Un allentamento minore ci sarà invece in Piemonte, Lombardia, in un pezzo di Emilia-Romagna (province di Piacenza, Rimini) e Marche (Pesaro) e la parte occidentale del Veneto (Verona): si tratterebbe, di fatto, di una NUOVA ZONA ROSSA!
