
"Il catechismo del Codex Purpureus Rossanensis" opera dell'Università Popolare di Rossano
Domenica 02 Luglio 2017 10:36 di Redazione WebOggi.it
Sentita e affettuosa partecipazione per la presentazione del libro collettaneo sul Codex curato
dal Prof. Giovanni Sapia già Direttore dell’Università Popolare di Rossano ed oggi acclamato suo Presidente
ROSSANO. In un clima di sentita e affettuosa partecipazione di quanti intervenuti, Giovedì 29 giugno u.s., nonostante il caldo tropicale che da giorni attanaglia la Città, nella Sala Rossa di palazzo San Bernardino, nel Centro Storico di Rossano, alla presenza di un pubblico qualificato e numeroso, è stato presentato il libro collettaneo dell’Università Popolare “Ida Montalti Sapia” di Rossano, curato dal suo Direttore, prof. Giovanni Sapia dal titolo:Il catechismo del Codex Purpureus Rossanensis, edito dalla stessa Università Popolare e dalla Imago Artis Edizioni, Opera di membri del Consiglio dell’Università Popolare e di suoi autorevoli estimatori ed amici. Libro che nel corso della manifestazione è stato donato in omaggio a tutti i presenti.
I lavori hanno avuto inizio con il saluto del Direttore prof. Giovanni Sapia, per l’occasione letto dal Dott. Francesco Rapani, componente della stessa Università Popolare, coordinatore magistrale della stessa serata. Un saluto affettuoso e appassionato, quello del Direttore, che si estrinseca dalle sue stesse parole allo scopo di seguito riportate. “La gioia che mi è negata, di esservi accanto in una solennità storica dell’Università Popolare -scrive il prof- Giovanni Sapia- trova compenso, come per lungo ormai è successo, nel messaggio di saluto e di augurio, di compiacimento e di rispettoso affetto, ai reggitori della vita civile e religiosa della città, il sindaco Stefano Mascaro e l’arcivescovo monsignor Giuseppe Satriano, con l’auspicio che il peso del reggimento di una città gloriosa e difficile sia dal consenso e dalla simpatia cittadina alleviato e tradotto in letizia; alle eccellenze Graziani e Milito, testimoni straordinari di affetto e di umiltà per essere venuti a portare il conforto della loro presenza e della loro parola da Diocesi lontane, in ora difficile e in momenti particolarmente gravosi di compiti della loro funzione; al corpo scolastico nelle sue componenti dirigenziali, docenti, discenti, amministrative, a cui l’Università Popolare ha sempre guardato statutariamente come a uno dei termini primi delle sue preoccupazioni e delle sue cure; ai rappresentanti della BPER – Banca Popolare Emilia Romagna – (Filiale di Rossano) e Direzione Territoriale del Mezzogiorno di Crotone, nostro generoso e consolidato sponsor; a tutti gli amici e le gentili amiche presenti. Trentasette anni fa in questa sala, men ampia di quella attuale ristrutturata, nasceva l’Università Popolare. Nasceva in un’atmosfera carica di entusiasmo e di attese, che coinvolgeva tutti i gradi sociali dal dirigenziale e professionale all’artigiano e operaio e che si espresse nel mio discorso inaugurale sull’educazione permanente e nella prima lezione tenuta dal compianto Antonio Piromalli sul pascolismo in Calabria. Una vera Università nel senso di organismo di tutti e Aperto all’universo della cultura, guardato all’origine dell’amministrazione comunale come tessuto principe cittadino e perciò consacrato per alcuni anni con espressa voce nel bilancio comunale. Francamente, come il poverello di Assisi con la sua umile famiglia, io e pochi discepoli diletti e fedeli iniziavamo il cammino di un ordine culturale missionario, ma a me pareva di non dare alla città e alla società, ma di riceverne una consegna e un’investitura. Qual rendiconto, oggi che lo faccio per dovere e per diletto, presento alla città? Un atto d’amore fedele e caparbiamente eguale, durato trentasette anni ed espresso in un viaggio senza stazioni nel mondo vario della cultura. La quale è pur vero che consiste nello stato presente dell’animo dell’umo e del cittadino, ma è il sommo approdo di informazione e riflessione, che vanno esercitate con rispetto di pagine evangeliche, se non sii vuole umiliarle a salotto e retorica. Un viaggio dalle scienze umane alle scienze esatte, da eventi e personaggi del passato a quelli che muovono la storia quotidiana, illuminati da rigorosi momenti della poesia, della musica e di tutte le arti belle, in lezioni singole e corsi, convegni, congressi, consacrati negli atti, in ricerche e studi risolti in non rade pubblicazioni, alcune preziose e molto al di sopra della normale attività, che hanno aggiunto all’Università Popolare un titolo di nobile officina editoriale”.
L’occasione di questo mio breve resoconto mi coinvolge emotivamente spingendomi a ricordarecome questo lungo e ininterrotto viaggio,di cui parla il nostro Direttore, prof. Giovanni Sapia,al quale pubblicamente va il mio affetto e la mia personale riconoscenza, avendone avuto il nobile privilegio, è statoda me documentato in due volumi:L’Università Popolare di Rossano – Le opere e i giorni. (1979-2014),con il quale furono celebrati i primi trentacinque anni dell’Università Popolare e quello più recente: L'Università Popolare di Rossano - Cronologia degli argomenti trattati (1981-2016), con cui si è chiuso il cerchiodi un percorso durato trentasette anni. Un momento dirivisitazione e di sintesi, per me non semplice, non essendo in quel momento componente dell’Istituto,ma gratificante e soddisfacente circa il profilo personale e cheha permesso di conservare come in uno scrigno un pezzo di storia della nostra Rossano, e sì perché la storia dell’Università Popolare è storia di Rossano.
Dopo il saluto introduttivo del Direttore sono intervenuti il Sindaco della Città, Stefano Mascaro e l’Assessore alla Cultura Serena Flotta i quali hanno portato al Preside prof. Giovanni Sapia i saluti e l’affetto della Città oltre che la vicinanza dell’Ammiistrazione al qualificato Istituto rossanese. I lavori sono poi proseguiti con la lettura della Prefazione da parte del Dott. Franco Cirò e la relazione sul libro del Dott. Giovanni Morello, della Biblioteca Apostolica Vaticana, di Roma che ha tracciato un exscursu ricco e ben articolato sulla struttura del libro e i suoi contenuti, “trenta contributi -argomenta il Dott. Morello- che arricchiscono il volume anche se, come spesso avviene per opere a più mani, di consistenza e natura varia ma ognuno suscettibile di interesse per il tema trattato. Il volume […] è articolato in tre parti: la prima, intitolata “Momenti e aspetti della storia della città”, costituisce quasi un introito erudito che cerca dii posizionare il manoscritto nelle vicende storiche rossanesi. […] La seconda parte affronta, ad ampio raggio, le problematiche che hanno accompagnato la formazione e la storia del manoscritto, alcune di queste destinate forse a restare sempre nascoste nelle pieghe del tempo. Si tratta infatti in questa seconda parte del “Codice: il nome, la struttura, le vicende, i problemi”. Sono presentati oltre dieci interventi, non solo di studiosi rossanesi, ma anche di amici e cultori della storia cittadina. […] Infine la terza parte, quella più vicina alle corde dei nostri interessi, affronta più direttamente: “Le miniature e i commenti” che riguardano il purpureo”. Nel prosieguo del suo intervento il Dott. Morello si è soffermato sulla trattazione specifica dei contenuti e sulle tavole ricordando via via i diversi autori che con il loro contributo hanno contribuito alla formaizone del libro”. Avviandosi alle conclusioni ha argomentato: “Siamo giunti così alla fine di un lungo viaggio fatto attraverso le pagine stimolanti di questo nuovo volume che, oltre catechismo, potrebbe essere definito quasi una sorte di gloriosa corona del rosario, stante i tanti misteri gloriosi e gaudiosi, ma anche qualcuno doloroso, a cui potremmo correlare il Codex purpureus rossanensis. Sfogliando le pagine di questo libro, così gradevole anche nella sua forma editoriale, vorremmo rivolgere al pubblico grazie a tutti coloro che hanno contribuito a realizzarlo, non solo con gli scritti, ma anche con la silenziosa e operosa azione volta dietro le quinte per la buona riuscita dell’impresa”.
In un’atmosfera di grande attenzione e ascolto i lavori sono continuati con la relazione del prof. Armando Maglione artefice unico del lavoro di impaginazione del libro, “che da lontano -come scrive il prof. Sapia nella sua Prefazione- ne ha sorvegliato e sorretto il crescere con tutte le risorse della politezza e dell’armonia”con “generosa dedizione”, che ha ringraziato il prof. Giovanni Sapia per avergli affidato tale compito affermando: “mi sono limitato di aggiungere di mio solo la bibliografia”.
Nel corso della serata, inoltre, per volontà dello stesso Direttore, si è provveduto al passaggio del testimone nei compiti dirigenziali, e la presentazione del volume ha voluto essere il suo ultimo atto da Direttore, lasciando il campo nel corso dei lavori assembleari al prof. Gennaro Mercogliano, già Vice Direttore dell’Istituto, e vestendo per unanime consenso i panni di Presidente dell’Università Popolare di Rossano.
Un’investitura tratteggiata dallo stesso prof. Giovanni Sapia all’interno delle conclusioni del suo messaggio: “Questo consuntivo, che può parere specioso, vuol essere invece un libro dei doveri degli uomini, le cui pagine ho cercato di servire una per una con ostinata volontà e che io, nell’atto di deporre il peso delle funzioni dirigenziali per assumere quelle non meno responsabili, ma meno gravose, di presidente, consegno alla città attraverso le mani del mio successore, il professore Gennaro Mercogliano, il più continuo, nella piccola schiera di seguaci, nella vicinanza alla mia laboriosa attività”.
Nel corso della serata si sono registrati poi gli interventi di S.E. Mons. Graziani e di S.E. Mons. Milito, rispettivamente vescovi di Crotone-Santa Severina e di Oppido Mamertina-Palmi, ai quali hanno fatto seguito le conclusioni del neo Direttore, prof. Gennaro Mercogliano, che visibilmente emozionato,nel raccogliere l’eredità ricevuta e ringraziare per l’investitura ha inteso regalare ai presenti la recita di alcuni versi.
Significativo a mio parere il passaggio conclusivo della Prefazione al volume con il quale mi piace concludere il resoconto di una interessante e meravigliosa serata di cultura. Così il prof. Giovanni Sapia, riguardo al suo personale coinvolgimento nel libro. “Quanto a me, ho ritenuto che implicarmi direttamente nella trattazione, accanto a tanti illustri e cari studiosi, potesse apparire superfluo o del tutto saccente dopo le mie due monografie sullo stesso argomento, di cui la seconda edita recentemente, e mi sono lasciato, con piena consapevolezza della fatica e della responsabilità, ma con francescana letizia, la parte e il privilegio di motore e anima dell’impresa. Penso di aver reso un servizio utile, spero gradito, alla cultura e alla Città. Non volevo di più.
Franco Emilio Carlino,
componente Università Popolare “Ida Montalti Sapia” – Rossano.
