
I Luoghi del Cuore FAI, classifica provvisoria Nazionale e Locale
Giovedì 23 Luglio 2020 14:58 di Redazione WebOggi.it
Cosa accomuna un borgo vicino a La Spezia raggiungibile con una scalinata di 1.200 gradini e la strada immersa nella natura che costeggia il Mar Piccolo di Taranto? O ancora una bianca parete rocciosa a picco sul mare in provincia di Agrigento e un eremo del XIII secolo a Sulmona? Luoghi così diversi e distanti l’uno dall’altro ma tutti protagonisti di una grande storia d’amore: quella che lega gli italiani alle bellezze culturali e paesaggistiche del loro territorio. Un racconto senza tempo di cui il FAI – Fondo Ambiente Italiano sta scrivendo proprio ora un nuovo capitolo grazie alla decima edizione del censimento “I Luoghi del Cuore” promosso in collaborazione con Intesa Sanpaolo e attraverso il quale fino al 15 dicembre 2020 sarà possibile votare i propri luoghi italiani più amati e in questo modo permettere loro di essere conosciuti, tutelati e valorizzati come meritano. Un progetto a cui era molto affezionata anche la fondatrice e Presidente Onoraria del FAI Giulia Maria Crespi, scomparsa pochi giorni fa, che vedeva nei “luoghi del cuore” degli straordinari “comunicatori di Bellezza, punti di Riferimento, ispiratori di Gioia, risvegliatori di nascoste Pulsioni Spirituali di cui tutti noi al giorno d’oggi abbiamo più che mai bisogno”.
Lanciato il 6 maggio, dopo due mesi di isolamento forzato e in un momento molto delicato per l’Italia, il censimento ha riscosso fin dai primi giorni un enorme successo: a una settimana dal via erano arrivati al FAI più di 100.000 voti e oggi, dopo due mesi e mezzo, sono oltre 650.000 - più del doppio rispetto a quelli registrati a luglio della precedente edizione - la maggior parte dei quali effettuati tramite il sito del progetto www.iluoghidelcuore.it. Una dimostrazione tangibile del fatto che i cittadini hanno interpretato questa iniziativa non solo come un modo per riavvicinarsi virtualmente a luoghi cari legati alla vita quotidiana o a preziosi ricordi personali, di cui hanno sentito la mancanza nei tanti giorni confinati in casa, ma anche come una ripartenza culturale e sociale che ha permesso di riappropriarsi di un orizzonte positivo, in cui proiettare desideri, speranze e un rinnovato impegno civico. Non è un caso che più di 250 comitati spontanei si siano già mobilitati per raccogliere voti a favore di luoghi importanti per le rispettive comunità, in modo da proteggerli, renderne nota la bellezza e garantirgli un futuro.
Un’edizione da record, dunque, in cui stanno giungendo segnalazioni per tantissimi “luoghi del cuore” – per ora se ne contano oltre 30.000, dei quali circa 100 hanno superato la ragguardevole soglia di 1.000 voti raccolti – e delle tipologie più varie: dai castelli alle ferrovie storiche, dalle aree naturali e archeologiche ai borghi, dai complessi religiosi alle ville, dalle piazze ai giardini, dai teatri agli osservatori astronomici fino ad arrivare a un trampolino olimpionico in disuso a Cortina d’Ampezzo. Ognuno di essi offre un piccolo ma significativo spaccato del nostro Paese, della sua bellezza variegata, a volte ferita da incuria e abbandono, ma che merita sempre di essere conosciuta e valorizzata e che deve essere curata e protetta; è l’Italia del patrimonio diffuso, punteggiato di mille possibilità di visita, che in questa estate diversa da ogni altra chiede più che mai di essere percorsa e scoperta.
«L'idea che il FAI, con il contributo e la collaborazione di una grande banca come Intesa Sanpaolo, offra agli italiani la possibilità di votare ed eleggere i luoghi più amati consentendo ad alcuni diloro – finora ben 118 in 19 regioni - di essere recuperati, protetti e adeguatamente valorizzati mi pare sempre più bella perché rafforza la liberaldemocrazia della nostra Repubblica, dandole una concretezza territoriale e donando a tutti gioia», dichiara Andrea Carandini, Presidente del FAI – Fondo Ambiente Italiano.
A oggi ecco i luoghi ai primi posti della classifica nazionale provvisoria:
* Castello di Sammezzano a Reggello (FI)
* Ponte dell’acquedotto a Gravina in Puglia (BA)
* Città di Bergamo
* Circumarpiccolo a Taranto
* Cuneo-Ventimiglia-Nizza: la Ferrovia delle Meraviglie
* Eremo di Sant’Onofrio al Morrone a Sulmona (AQ)
* Bacino del Rio Grande ad Amelia (TR)
* Chiesa di San Michele Arcangelo di Pegazzano a La Spezia
* Borgo di Monesteroli (SP)
* Scala dei Turchi a Realmonte (AG)
A oggi il luogo in Calabria al primo posto della classifica provvisoria (classifica provvisoria completa su www.iluoghidelcuore.it) è il Complesso Monastico Basiliano di Santa Maria del Patire a Corigliano - Rossano (CS), situato su un pianoro tra due vallate e immerso tra i boschi dell’ultimo lembo della Sila Greca. Si trova a ridosso dell’Oasi Naturalistica dei Giganti di Cozzo del Pesco e si affaccia sulla Piana di Sibari e quindi sul Mar Ionio. Detto anche Pathirion, è un edificio dell’inizio del XII secolo, che presenta i caratteri dell’arte basiliana con decorazioni a tarsie marmoree policrome. Fu eretto grazie all'iniziativa del beato Bartolomeo da Simeri e alle donazioni di alcuni baroni normanni. Era uno dei più importanti monasteri basiliani della regione, ma del complesso primitivo resta ben conservata soltanto la chiesa. Fu per secoli un luogo di preghiera, ma anche un centro culturale tra i più qualificati e rinomati del Sud, con una ricca biblioteca e uno scriptorium in cui i monaci amanuensi trascrivevano, conservavano e trasmettevano la sapienza greco-romana-pagana e quella cristiana. A candidare il complesso al censimento 2020 è stato il comitato “Communia - Rigeneriamo il Patire”, per favorire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e ambientale del territorio. Il bene rientra nella classifica speciale “Italia sopra i 600 metri”.
A seguire l’Abbazia Florense di San Giovanni in Fiore (CZ), che con i suoi circa 17.000 abitanti è il più vasto e popolato centro abitato della Sila, all’interno dell’omonimo Parco nazionale, nonché il più popolato comune italiano oltre i 1.000 metri di altitudine. L’abbazia, edificata nel 1215, rappresenta la struttura fondativa del capoluogo silano. Il complesso abbaziale, più volte rimaneggiato nei secoli, presenta comunque un aspetto prossimo a quello originale. Dal portale archiacuto si accede all'unica grande navata; l'abside quadrangolare presenta un tema di trafori che illumina lo spoglio interno. Lo splendido altare barocco in legno dorato fu realizzato nel 1740 dall'ebanista roglianese G.B. Altomare. In una navatella laterale sono esposte litografie del Liber Figurarum, raccolta di teologia che illustra il pensiero di Gioacchino da Fiore, di cui l’abbazia custodisce le spoglie. Il luogo è inserito nella classifica speciale “Italia sopra i 600 metri”.
Sono giunti molti voti anche per il Sentiero del Brigante a Santo Stefano in Aspromonte (RC), grazie all’attivazione del “GEA – Gruppo Escursionisti dell’Aspromonte” che ne cura la manutenzione e per il quale desidera una maggiore conservazione e promozione turistica. Inserito nell’Atlante Digitale dei Cammini d’Italia del MIBACT, il percorso si sviluppa per circa 130 km tra il Parco Nazionale dell’Aspromonte e il Parco Naturale Regionale delle Serre. Partendo da Gambarie, si snoda lungo la linea di crinale fino alle Serre Calabre consentendo all’escursionista di concludere il suo cammino nella medievale Stilo, dove si trova la Cattolica, valorizzata da un innovativo sistema di illuminazione grazie al finanziamento “I Luoghi del Cuore” a seguito di un passato censimento. La sua denominazione è chiaramente evocativa e legata alle vicende che hanno caratterizzato la storia dell’estrema montagna meridionale, tant’è che lungo il sentiero si susseguono designazioni toponomastiche che richiamano storie di ribelli e briganti, tra cui lo schiavo ribelle Spartaco, che tentò di risalire la penisola per conquistare Roma; il celebre Nino Martino, che nel XVI secolo soggiornò a lungo in Aspromonte, feroce ma generoso con i deboli, e Giuseppe Musolino, l’ultimo dei briganti, detto “U' re i l'Asprumunti”. Il sentiero rientra nella classifica speciale “Italia sopra i 600 metri”.
E ancora la Torre Cavallara di Catanzaro risalente al XVII secolo, adagiata su una collina a pochi passi dalla costa ionica catanzarese e inserita in un ampio sistema di strutture di avvistamento edificate lungo tutta la costa. Eretta a scopo di difesa contro le invasioni saracene, è a base quadrangolare ed è detta "Cavallara" perché ospitava al piano terra i cavalli utilizzati per le comunicazioni veloci in caso di pericolo. L'accesso al piano superiore avveniva tramite scala esterna con ponte levatoio. Il comitato “Amici della Torre Cavallara”, composto da diverse associazioni del territorio, ne auspica la ristrutturazione e una migliore accessibilità.
