Gratteri: "la ricreazione è finita"

Giovedì 15 Febbraio 2018 16:00 di Redazione WebOggi.it

E' un fiume in piena il Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri nel suo intervento in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario al Tar. "Procedo a braccio, a vostro rischio e pericolo", esordisce innanzi alla platea di togati.

"A Catanzaro ed in tutto il Distretto siamo in piena rivoluzione, una rivoluzione di mentalità. Peccato non avere ancora visto -di pari passo- una rivoluzione di comportamenti di chi amministra. E' necessaria una presa di coscienza da parte di chi amministra a vari livelli e nei vari enti: ancora qui non ci si è resi conto che la ricreazione è finita". 

Lo stile è inconfondibile, le allegorie incisive.

"Mi fa piacere vedere trasparire l'efficienza di questo tribunale amministrativo: questo è molto importante, perchè fa il paio con quello che stiamo cercando di costruire negli uffici giudiziari di Catanzaro e del Distretto. In un anno e mezzo non è stato facile far cambiare mentalità. Certo sono stato facilitato in questo compito perchè i vertici delle Forze dell'Ordine hanno creduto in un progetto, in una comune volontà di fare una rivoluzione, mandandoci il meglio della Polizia giudiziaria italiana".

E' proprio quello di "Rivoluzione", il concetto più frequente del suo intervento. 

Una "Rivoluzione a cui stanno partecipando i migliori investigatori d'Italia, che non è stato semplice coinvolgere ma che oggi sono qui, nel distretto di Catanzaro, e grazie a cui cominciano a vedersi i primi risultati".

"Grazie a loro, in ogni ordine e grado -dice ancora- abbiamo aumentato di molto il numero delle indagini ma, conseguentemente, anche i risultati, ed è un dato molto confortante. Ci sarà ancora un aumento del lavoro a cascata: aumenteranno le indagini della Procura, i giudizi ordinari, i ricorsi al Tar, vi saranno molte più interdittive e ancora tanti Comuni sciolti per mafia".

Infine, una dichiarazione sull'importanza del processo telematico: "Sono un 'fissato' dell'informatica, sto facendo in modo che anche nel mio ufficio sia tutto informatizzato. L'informatica nel processo abbatte i tempi, i costi ed il potere discrezionale, dunque l'abuso". Ed un suggerimento al Presidente Salamone: "con dispiacere ho saputo che questo -del Tar, ndr- non è un palazzo di proprietà dello Stato: mi permetto di suggerirle sommessamente di chiedere all'Agenzia dei beni confiscati se c'è un palazzo, un terreno confiscato, un luogo pronto ad ospitarvi, così come presto sarà per la nostra nuova Procura, che comporterà un risparmio di un milione e 700 mila euro l'anno". 


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