GRANDIOSA CHIUSURA DI ARMONIE D'ARTE FESTIVAL E INGRESSO GRATUITO PER STUDENTI E GIOVANI PROFESSIONISTI DELL'ARTE.

Giovedì 12 Settembre 2019 17:44 di Redazione WebOggi.it

“Quando si accetta che non c’è nulla da capire, allora si capisce tutto”. Sono le parole con cui il grande coreografo greco Dimitris Papaioannou ha invitato il pubblico alla visione dello spettacolo “Since She” che sarà rappresentato dal 13 al 15 settembre al Teatro Politeama di Catanzaro, nell’ambito di “Armonie d’Arte Festival” che, con queste tre serate chiude grandiosamente il cartellone principale di una straordinaria diciannovesima edizione.

“Since She” è stato concepito da Dimitris Papaioannou per la storica compagnia dell’indimenticata madre del teatro danza Pina Bausch, di cui quest’anno ricorre il decennale dalla morte e che il festival “Armonie d’Arte” omaggia con una premiere italiana dello spettacolo a lei dedicato da uno dei più geniali coreografi e con un ritorno in Italia, dopo quasi dieci anni, del TanzTheater Wuppertal Pina Bausch, a Catanzaro in esclusiva per “Armonie d’Arte”. Non solo danza, “Since She” è una visione, è movimento, è creatività, ricerca di espressività assoluta, di connessione tra danza, pittura, scultura, quadri e gesti, fra pieni e vuoti, luci e ombre, in cui la perfezione della tecnica sfida i limiti del corpo che diventa parte di un tutto forgiato nell’immaginazione più ardita. Per Dimitris Papaioannou, come per Pina Bausch la danza è necessaria per sopravvivere e fa proprio un aforisma del grande filosofo Nietzsche che dice che “un giorno senza danza, è un giorno perso”. «Il genio di Dimitris Papaioannou - commenta il direttore artistico Chiara Giordano - e l’eredità straordinaria, unica di Pina Bausch, sono gli elementi che determinano la potenza di questo spettacolo di portata artistico e culturale assoluta. Mi piace considerare Papaioannou e Bausch due sacerdoti dell’arte, per quel loro atteggiamento di onestà, di verità, fra spiritualità e materialità, in quello spazio in cui il corpo diventa anima e in cui l’immaginazione dell’assoluto, del sogno, dell’ineffabile si fa materia e movimento sulla scena sulla quale viene imbastita una dimensione altra. In tal senso, per meglio entrare nelle dinamiche della concezione bauschiana e nell’estro di Papaioannou, sarà illuminante la conversazione pubblica che il coreografo terrà con la giornalista Leonetta Bentivoglio, massima esperta italiana di Pina Bausch, autrice di un libro sulla regina del teatro danza, subito dopo la seconda recita giornata dello spettacolo, il 14 settembre, sullo stesso palco del Politeama (evento precedentemente previsto al Complesso monumentale San Giovanni). D'altronde ho fortemente voluto questo lavoro in Calabria che rappresenta geograficamente il cuore del Mediterraneo, quel mare su cui è viaggiata la civiltà antica che ha costruito il mondo occidentale e che, nella mia visione, potrebbe e dovrebbe nuovamente rappresentare l'alveo internazionale da cui far ripartire idee e creativa artistica che guardi al futuro ».

 


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