Girolamo Marafioti.Un sacerdote con la passione della storia di Franco Carlino

Venerdì 07 Settembre 2018 13:01 di Redazione WebOggi.it

Girolamo Marafioti.Un sacerdote con la passione della storia

 

di Franco Carlino

 

Anche se le informazioni biografiche sul Marafioti risultano essere alquanto modeste, tuttavia, le poche che si riescono a ricavare per massima parte dai suoi stessi scritti, primo fra tuttiCroniche et antichità di Calabria, opera in cinque libri,stampata a Napoli nel 1596, non impedisce affatto di affermare che per la Calabria il sacerdote e storico Marafioti, dopo il Barrio, ha rappresentato e rappresenta certamente un indiscutibile punto di riferimento per la stragrande maggioranza degli studiosi, che nella sua opera hanno potuto trovare ampi ragguaglie notizie necessarierelative alla storia della regione, sia per quanto riguarda i popoli che l’hanno abitata (Enotri, Itali, Morgeti, Siculi), sia relativamente alle città e i paesi con i loro territori ei prodotti, ma anchei castelli, le ville, i monti, i fiumi, le fonti, le miniereed infine anchegli uomini illustri e i Santi.

Unapassione dell’autore per la Calabria che trapela da un breve passo della sua operapresente a p. 20 che recita: «[…] come dopo la morte di Enotrio, Enotria hebbe altro nome, e fu chiamata Italia, e Morgetia, e dopo questo nome fu detta Sicilia, Chonia, Iapigia, e Salentia, e poscia cogionta in un nome fu detta Magna Grecia», ma soprattutto da quanto riportato da Giovanni Fiore,predicatore cappuccino da Cropani, nella sua opera varia e istorica: Della Calabria Illustratalodevolmente descritta come lo stesso sostiene da diversi Autori nell’Apparato di Discorso Iriprendendo il seguente passo del Marafioti. È vero, che il perfetto paese è quello, al quale niente manca delle felicità naturali, & abbonda d’ogni cosa necessaria all’uso della vita umana. Paese tale, giudico Io, che fosse tra i trè quartieri del mondo, solamente l’Europa, come terra più soggetta al Sole, e dell’Europa la più eletta parte fosse l’Italia, e dell’Italia, quella, ch’avanza, ogni condizione di terra, credo che fosse la provincia di Calabria. Perché quanto di buono si produce in tutta l’Italia per uso di se stessa, in maggior copia si produce in Calabria, per uso di se medesima, e di tutta Italia; che però i nostri antichi la chiamavano Calabria da Calo, e Brio, che vuol dire, di buono exubero, e abundo, come chiaramente conosce chiunque considera la fertilità, e l’abbondanza di Calabria in tutte le cose”.

Sacerdote con la passione della storia, delle lingue e letterature antiche,Girolamo Marafioti nasce a Polistena (RC), rinomata città della Piana di Gioia Tauro sui declivi dell’Aspromonte, nella seconda metà del XVI secolo, per chiarezza il 1567venendo poi a mancare nel 1626 all’età di appena 59 anni.

Facente parte dell’Ordine dei Frati Minori (O.F.M.), appartenente a sua volta agli Ordini dei mendicanti, una comunità ecclesiale riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa, la cui primitiva regola richiedeva il voto di povertà e dove gli unici mezzi di sostentamento erano il lavoro personale e l’elemosina dei fedeli attraverso la questua, fra Girolamo come obiettivo principale si propose di dare continuità alla storia della Calabria, precedentemente avviata dal suo precursore, grande storico e umanista Gabriele Barrio di Francica (VV) anche lui sacerdote ma dell’ordine dei Minimi (O.M.), fondato da San Francesco di Paola, cercando di armonizzarne le numerose carenze e che da quanto viene riportato dalle diverse fonti storiche accreditate proprio Barrio avrebbe voluto fare in prospettiva di una eventuale futura pubblicazione.Ciò non fu possibile per la prematura scomparsa dello stesso Barrio, ma in certa misura anche elusa dallo stesso Marafioti, che avrebbe voluto per l’occasione inserire una parte agiografica allo scopo di fare memoria dei santi calabresi, in particolare di quelli meno richiamati nelle fonti storiche ufficiali. Cosa che, invece, accadde con la pubblicazione della seconda edizione di Padova dal titolo, Croniche et antichità di Calabria. Conforme all'ordine de' testi greco, & latino, raccolte da' più famosi scrittori antichi, & moderni ..., Padova, Ad instanza degl'Uniti, 1601. Di tale edizione nel secolo scorso fu prodotta anche ristampa anastatica da parte dell’editore Arnaldo Forni nel 1975 e 1981.

Non furono pochi gli storici che nel tempo si occuparono della storia del Marafioti dotto tra l’altro nella lingua greca e ebraica. Fra questi si vogliono citareDomenico Valensise e Giovanni Russo. Il primo lo ricorda nel suo libro pubblicato a Napoli nel 1863 dal titolo: Monografia di Polistena, il secondo gli dedica molto più spazio attraverso approfonditi studi, che rilevano come il sacerdote polistenese non si dedicòsolo alla storia oalla scienza divina (teologia), di cui fu docente nei diversicenobi, ma studiò a fondo anche la musica,e lo consacraanche lui in un libro dal titolo: Girolamo Marafioti, teologo, storico e musico

Ma a dare un quadro esauriente della figuradel Marafioti è stato un altro calabrese, storico e lessicografo, di origini cosentine. Si tratta di Luigi Accattatis, che nella sua operaLe biografie degli Uomini illustri delle Calabriecosì riporta:“Come fu grandetto entrò tra i Francescani Osservanti, e vi riuscì maestro in teologia, che fu preposto ad insegnare nei principali conventi del suo Ordine – Volendosi rendere utile alla regione calabra, alla quale apparteneva sulle tracce di Plinio, di Timeo, di Liconio, de’ nostri Cronisti e specialmente del Barrio scrisse le Croniche et Antichità di Calabria. […]. E se in tale lavoro il Marafioti non riuscì nuovo, -continua l’Accattatis- rese almeno più volgari e percettibili le nozioni, che il Barrio dettò in latino, e che pretendeva non fossero da altri tradotte in italiano. – Pare adunque incontenibile al monaco di Polistina la gloria, di avere affrontato pel primo l’ingiusta anatema del sacerdote vibonesedi Francica”.

Sull’opera del Marafioti, sulla scia dell’Accattatis, fondamentale risulta il giudizio analitico e critico dell’ab. d. Francescantonio Soria che in un passaggio dei suoiscritti in: Memorie Storico-Critiche degli Storici Napolitanicosìriconduce: “Conoscesi a sufficienza dal titolo quanto si racchiude in questo libro, che descrive in ultimo luogo gli uomini illustri, e i prodotti naturali, ed artificiali delle Calabrie. L'autore non dissimula di voler seguire le tracce di Barrio, ma frustra Barrio ipso, a quo cuncta hausit, eruditior apparere contndis et cumulatior, dice il Zavarroni in Bibliotheca Calabra p. 110. Per far comparire infatti la sua bottega più ricca di straniere mercanzie, non dubitò di affastellarvi autori e libri apocrifi, immaginarj, ed ignoti a tutto il genere umano”, cui segue il giudizio del Dottor Nicolò Toppi, Patrizio di Chieti, in Biblioteca Napoletana, p. 159 che afferma: “Girolamo Marafioti, da Polistena,dell'ordine de' Minori Osservanti, Teologo,ha dato alla Stampa,Le Croniche, & antichità di Calabria. In Padova,adinstanza degli Uniti 1601. La quale opera sarebbe stata ricevuta con applauso,se non contenesse molte cose apogrife,ne vi fossero citati varij Autori suppositi”.

Del Nostro frate di Polistena, però, rimangono alcuni lavori, tra cui alcuni scritti teologici come attività di pensiero e un approfondito studio in latino che raccoglie direttive e metodologie per fissare nella mente con più facilità soprattutto le notizie più complesse darammentare (la mnemotecnica).Una tecnica complessa, ma che aiuta chiunque a ricordare le diverse informazioni soprattutto se queste vengono convertite in figure o addirittura se le stesse vengono collegate a qualcosa che può emozionare.

 

 

 

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