Fase 2 ed escursionismo in Calabria: UISP chiede risposte per una pratica diffusa e sana.

Domenica 10 Maggio 2020 11:07 di Redazione WebOggi.it

Al Presidente della Regione Calabria Jole Santelli e p.c. agli organi d’informazione oggetto: richiesta di una nota di chiarezza in merito alla pratica dell’attività di “escursionismo” in Calabria. Il Comitato Territoriale di Catanzaro della UISP (Unione Italiana Sport Per tutti), ente di promozione sportive nazionale fondato nel 1948, da anni impegnato nella diffusione della pratica sportiva dell’escursionismo, in relazione al DPCM del 26 aprile 2020 e alle ordinanze regionali sulla cosiddetta “fase 2 del coronavirus”, chiede con la presente agli organi deputati della Regione Calabria una nota di chiarezza sulla pratica dell’escursionismo e delle attività sportive consentite in ambito regionale.

L’escursionismo, che pratichiamo da molti anni in Calabria, è infatti un’attività sportiva in grande espansione in tutta Italia ed anche nella nostra terra, che vanta risorse paesaggistiche, ambientali e naturali come nessuna altra regione d’Italia, infiniti sentieri di montagna e decine di migliaia di appassionati, società sportive, istruttori e guide che svolgevano (prima dell’emergenza sanitaria) l’attività secondo regole e normative vigenti. Tuttavia l’escursionismo non è una attività riconosciuta dal CONI, in quanto non è una disciplina olimpica; ed è ben distinta dal trekking e dalla camminata sportiva. Per cui l’escursionismo è classificato al momento non come attività sportiva, bensì come semplice attività motoria; e da ciò sorgono numerosi problemi e paradossi, tuttora irrisolti nonostante le sollecitazioni emerse da tutte le regioni d’Italia.

Le recenti ordinanze infatti fanno chiarezza sulla possibilità di praticare l’attività sportiva di base, se si osservano le prescrizioni di distanziamento sociale e se l’attività si svolge individualmente. Ma a proposito della pratica dell’attività motoria la chiarezza non è altrettanto lampante. Riteniamo quindi che, pur consapevoli che la triste circostanza della pandemia non è ancora passata e che anzi la cosiddetta “fase 2” si mostri come ancor più delicata, allo stesso tempo sia importante per migliaia di escursionisti calabresi, fermi da mesi come tutti gli altri sportivi, avere una risposta chiara sulla pratica della loro attività, forse non riconosciuta dal CONI ma fondamentale per la salute e il benessere psico-fisico delle persone di ogni età.

Crediamo che sia importante eliminare questa discriminazione che penalizza una attività che invece ha i vantaggi di essere ecologica, adatta a tutti e a tutte le età, accessibile a chiunque per via dei bassi costi e che si pone ad impatto praticamente zero sull’ambiente. L’escursionismo si svolge in ambiente naturale; è una attività sostenibile, ma muove diversi milioni di euro in Italia con trend ampiamente in crescita, anche nella nostra Calabria, che offre agli escursionisti di ogni parte scenari e sentieri unici al mondo. E’ innegabile, infine, che l’escursionismo si svolge in luoghi naturali sicuramente non affollati come possono essere gli impianti sportivi e i parchi comunali. Chiediamo quindi che, quantomeno in Calabria, dove sono stati disciplinati dalla Regione le attività sportive ma non quelle motorie, sia consentito in questa fase, con modalità chiare, di poter effettuare le escursioni almeno in coppia (in montagna per motivi di sicurezza non è mai 2 raccomandabile andarci da soli!) e non obbligatoriamente con congiunti o familiari, ma pur sempre in osservanza delle misure di distanziamento sociale e con la mascherina, da usare in caso d’incontro con altri escursionisti e montanari.

Soprattutto chiediamo che sia consentito agli escursionisti di raggiungere le mete previste per l’escursione in auto, fatte salve le prescrizioni di non portare più di una persona nella vettura e di accomodarla alla dovuta distanza dal guidatore. Infatti, per raggiungere la meta dell’escursione, sui sentieri di montagna, occorre spesso attraversare territori di comuni diversi, motivo per il quale in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine si rischia una multa salata senza l’esibizione di una adeguata giustificazione; fare attività motoria escursionistica, al momento, potrebbe infatti essere interpretato dai tutori della legge come un motivo non valido per spostarsi da un comune ad un altro. Eppure un ciclista o un podista possono in teoria praticare la propria attività sportiva anche al di fuori del comune di domicilio, partendo da casa direttamente a piedi o in bici, per giungere in luoghi o parchi spesso frequentati da altre persone e certo ben più affollati di un remoto sentiero di montagna.

Perché – ci chiediamo - non dovrebbe essere concesso anche agli escursionisti di recarsi serenamente in auto in montagna, senza rischiare multe se si osservano tutte le precauzioni e le prescrizioni del caso, per praticare la propria pratica sportiva in luoghi spesso isolati o raramente frequentati, e sempre secondo le regole di distanziamento sociale? In fondo chiediamo solo di poterci spostare all’interno della nostra amata Regione (senza mai oltrepassare i limiti regionali) con le nostre auto per poter fare una attività salutare in piena sicurezza, forse una delle poche attività sportive che al momento si possono davvero fare senza correre alcun rischio per la salute; soprattutto se si rispettano le regole (uso di mascherina, distanza minima, numero limitato di partecipanti, eccetera). In attesa di una cortese risposta al nostro appello, non particolarmente oneroso ma certamente condiviso da migliaia di altri escursionisti calabresi come noi, le offriamo i nostri saluti e le auguriamo buon lavoro.

CATANZARO, 9 maggio 2020 Per il Comitato UISP di Catanzaro il Presidente Felice Izzi


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