ESCLUSIVA: Ospedale Pugliese nuovo centro Covid, Intervista al Primario Lucio Cosco. Presente e futuro della malattia.

Venerdì 15 Maggio 2020 08:03 di Redazione WebOggi.it

Il centro Covid regionale sorgerà all'ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro e non più all'interno dell'ex policlinico universitario di Villa Bianca. La gestione dell’emergenza Covid-19, all’interno dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” è affidata al reparto Malattie Infettive, a cui capo è il Dottor Lucio Cosco che abbiamo sentito in ESCLUSIVA sui cambiamenti a cui si prepara il reparto e sui primi bilanci del Covid a Catanzaro.

Dottore, il Pugliese scelto come riferimento Covid per l'area Centro della Calabria, cosa cambierà?

Sarà strutturato così, intanto la palazzina destinata alle malattie infettive, tornerà alle malattie infettive. Purtroppo non esiste solo il Covid, quindi un piano sarà dedicato ai malati di Covid e un altro piano ai malati che noi tradizionalmente seguiamo.

A livello strutturale cambierà qualcosa?

Si, in quanto il primo piano sarà completamente ristrutturato nel senso che tutte le stanze per degenza saranno a pressione negativa, poi ci saranno quattro posti di terapia intensiva e un posto dedicato a chi avesse bisogno di dialisi.

Ora i pazienti covid saranno riuniti in un reparto, cominceremo a ricoverare i non-covid in altro reparto fino ai primi di Luglio, poi partiranno i lavori che dureranno circa due mesi e a settembre avremo tutto pronto.

Sono passati 70 giorni circa dal Lockdown, mi fa un bilancio del primario di Infettivologia anche emotivo dell' "Impatto" Covid?

E' stata una malattia ad elevato impatto emotivo, questo sicuramente. Diversa da tutte le altre che eravamo abituati a gestire, compresi i decessi giovanili per HIV. Il coronavirus è stato molto più impattante a livello emotivo ed organizzativo.

Avete avuto paura? 

Paura no, personalmente assolutamente no. Ma non per incoscienza ma perchè ero cosciente di quello che bisognava fare e ci siamo focalizzati sull'emergenza. Ci siamo scelti questa professione, sappiamo a cosa andiamo incontro, diversamente avremo fatto altro.

Una Calabria con contagi irrisori da parecchi giorni, come la definisce?

Una Calabria risparmiata, però come dico ormai da mesi, dovremmo imparare a convivere con questo virus che sarà endemico e dovremmo imparare a gestire i focolai epidemici che sicuramente ci saranno.

Che significa endemico?

Che sarà presente in maniera costante  nella nostra vita anche se numericamente non molto elevato, ma ci sarà.

Sta per ripartire la stagione estiva, come sarà l'estate dei calabresi secondo lei?

Non so come sarà gestita da parte degli addetti al settore, sono sicuro che però l'estate, com'è ovvio, ci sarà. Con delle doverose limitazioni ma la vivremo, questo conta.

Dottore, noi ci siamo incontrati all'inizio della pandemia. A questo punto cosa mi può dire del periodo trascorso? 

Guardi, intanto  bisogna dire che ancora non siamo alla fine. Siamo in un periodo stabile della malattia. Non so dirle cosa mi aspettassi rispetto a quello accaduto, io sentivo i miei colleghi lombardi che mi raccontavano cose inenarrabili e posso dirle che speravo che mai avremmo dovuto affrontare certe cose anche noi.

E' andata meglio del previsto quindi?

Si, credo proprio di si.

Come ne esce il suo reparto da questa prima fase?

Penso bene, penso abbiamo dato ancora una volta prova di quello che sappiamo fare, di come abbiamo saputo gestire la cosa.

Una proiezione di quello che si aspetta ora?

Mi aspetto, come ho detto, la convivenza con il Covid. Ho visto da decreto un nuovo aumento di posti in terapia intensiva in Italia. Mi auguro che siano stati raddoppiati perchè hanno capito che abbiamo bisogno di maggiore aiuto nella sanità e non perchè prevedano una "ricaduta" nei prossimi mesi.

Sono disponibili i primi test sierologici, quanto sono affidabili?

Direi che sono ancora poco affidabili dal punto di vista diagnostico. Dal punto di vista epidemiologico si.

Ancora non sono test validanti a livello diagnostico.

Parliamo di quelli che di più si troveranno smarriti in questo momento, i bambini..

Per i bambini posso dirle che abbiamo notato un aumento notevole di sintomatologia della malattia di Kawasaki, e abbiamo notato che erano bambini venuti a contatto con il Coronavirus.

Per quanto riguarda invece la loro tutela bisogna certo essere responsabili, ma mi sembra stiamo esagerando, come in tutte le cose. Perchè la mortalità fino ai 19 anni è quasi inesistente.

Un ringraziamento al Dottor Lucio Cosco, disponibile e franco. Come sempre.


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