
Durante la messa in ricordo della tragedia di San Pietro Lametino, papà Angelo: “Qui la mia vita s’è spezzata con voi”
Venerdì 04 Ottobre 2019 21:31 di Adriana Guzzi
Lamezia Terme - A ricordare quella fatidica notte sono davvero in tanti, sulla strada e tra gli uliveti , i nomi di Stefania, Christian e Nicolò sono ovunque. Sugli striscioni e nei cuori. “Questo è il Calvario di Stefania, Christian e Nicolò che, come avvenne per Gesù in quel luogo, qui hanno trovato la morte. Ma c’è una vita dopo la morte, che non può avere l’ultima parola. Una morte del genere è unirsi alla Croce di Cristo. E questo ci deve consolare”. Il ricordo è vivo anche nelle parole di don Antonio Stranges, vicario foraneo della Diocesi lametina, nella messa per Stefania Signore e dei suoi piccoli Christian e Nicolò Frijia, di 7 e 2 anni, che un anno fa morivano, travolti dalla furia delle acque, in località Belle Canne a San Pietro Lametino.
Tra le tante autorità di ogni livello presenti, c’è anche Carlo Tansi, ex capo della Protezione civile calabrese. Ma la traccia più profonda viene lasciata dal monito di papà Angelo, in una lettera letta da una persona a lui vicina “Qui la mia vita s’è spezzata con voi – scrive Angelo - è una tragedia solo mia. Nulla è cambiato da allora. Nulla è stato fatto per impedire il ripetersi di simili tragedie. Questa è una storia che deve portare un po’ di speranza nei cuori di tutti noi”.
