
Droga, "Catanzaro come Scampia". Gratteri: "Operazione che toglie una cappa sulla città"
Martedì 20 Febbraio 2018 11:34 di Redazione WebOggi.it
Contrasto alla criminalità e recupero delle nuove generazioni. E' questa la mission esposta nel corso della conferenza stampa che ha illustrato i dettagli dell'operazione che ha portato al fermo di 51 indagati, iniziata nel 2009 e che ha portato alla luce un'organizzazione criminale che parte da Santino Mirarchi e si espande fino a quattro cosche di 'ndrangheta crotonesi e reggine, centro di approvvigionamento della droga. "Catanzaro deve diventare Scampia", questa una delle frasi emerse dalle intercettazioni effettuate nel corso delle indagini eseguite da polizia e carabinieri, che svela l'intenzione di creare un mercato sul modello del quartiere napoletano.
Un'organizzazione che tocca direttamente le case e le famiglie e che incide sul senso di insicurezza delle persone. Telecamere piazzate a notevole distanza, monitorando la crescita criminale del Santino Mirarchi, prima sconosciuto in città, ma capace di allacciare legami importanti, attraverso l'apertura di un bar divenuto centro di incontro dello spaccio.
Gli inquirenti durante la conferenza stampa hanno spiegato come una piccola organizzazione si sia estesa e le indagini tra carabinieri e polizia si sono incrociate sotto il coordinamento della Procura.
"Operazione che toglie una cappa sulla città", ha detto il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri. Erano in grado di servire il mercato su tutti i tipi di droga. Avevano rapporti con due famiglie di San Luca e rapporti con la 'ndrangheta di Gioiosa Ionica, pertanto era considerata un'organizzazione affidabile, perchè la 'ndrangheta reggina non si confronta con chiunque. Gli arrestati della notte non era gente qualunque. Hanno dimostrato di controllare la distribuzione della droga in città. Indagine molto importante", ha detto Gratteri.
