
Dott. Aristide Anfosso: "Un semplice dosaggio delle Immunoglobuline IgG Coronavirus potrà predire chi tra i vaccinati risulterà effettivamente protetto"
Giovedì 10 Dicembre 2020 08:58 di Redazione WebOggi.it
"Un semplice dosaggio delle Immunoglobuline IgG Coronavirus nel sangue potrebbe servire per predire chi, tra coloro che si vaccineranno contro il SARS-CoV-2, risulterà effettivamente protetto dal vaccino. Con il prelievo si misurano infatti le concentrazioni degli anticorpi specifici contro il virus indotti dal vaccino. Un simile test potrebbe ad esempio rendere più rapidi i trial clinici sui vaccini, senza aspettare che i volontari vaccinati vadano incontro all'infezione per capire se il vaccino è veramente efficace. Una volta stabilite a quali concentrazioni gli anticorpi proteggono contro il virus si arriverà ad indurre un valore soglia di IgG sopra il quale ritenere efficace un eventuale vaccino. Per intanto gli esperti hanno iniettato diverse dosi di anticorpi protettivi alle scimmie e poi le hanno esposte al virus: le scimmie cui sono state iniettate dosi bassissime di anticorpi si sono ammalate. A dosi medie gli animali sono risultati protetti anche se non del tutto, alle dosi più alte sono risultati completamente protetti. Queste valutazioni sulla produzione di diverse quantità anticorpi ci induce ad una riflessione di carattere generale. La diversa risposta anticorpale alla somministrazione di un vaccino qualsiasi in una popolazione è sostanzialmente legata alla capacità individuale che ognuno di noi ha nel rispondere attraverso diverse quantità di Immunoglobuline. Più un organismo ne produce, più risulta capace di difendersi dall'aggressione virale. Questo discorso ci spiega anche il perché soggetti vaccinati contro l'influenza non ne restano poi immuni. Tenuto conto che i bambini, i giovani e gli adulti sani hanno ottime capacità immunologiche si spiega così la fragilità e la possibilità più frequente di contrarre malattia nelle fasce di età legate alla anzianeità ed alla vecchiaia e comunque nei soggetti affetti da patologie croniche debilitanti e nei soggetti immuni depressi, laddove le difese immunitarie sono scarse o insufficienti. Nella battaglia contro il Coronavirus la vittoria nel prossimo futuro sarà tutta legata, nella fase di prevenzione, alla vaccinazione e nella fase terapeutica agli anticorpi monoclonali. Per intanto evitiamo la diffusione del virus ma senza esasperare gli animi e soprattutto potenziando e migliorando l'offerta sanitaria. Buona giornata a tutti. Ma proprio a tutti".
Dott. Aristide Anfosso
