
Dibattito su Giovino - Abramo: "Non bruceremo il territorio, piuttosto staremo fermi altri 10 anni"
Sabato 06 Aprile 2019 13:00 di Isabella Pesce
"Come ve lo dobbiamo dire che non vogliamo cementificare Lido?" Queste le parole, veementi e decise, a tratti spazientite, del Sindaco di Catanzaro Sergio Abramo durante il dibattito pubblico tenutosi ieri pomeriggio all'Hotel Perla del Porto per discutere con associazioni, politici locali e nazionali, professionisti e cittadini, delle sorti del comparto Giovino-Alli, dibattito che, per gli interessati, è disponibile integralmente sul gruppo Sei di marina se.
Tre aree per un totale di 230 ettari di grande valore paesaggistico, ampia 2 volte il territorio di Soverato, su cui l'amministrazione ha intenzione di intervenire principalmente con un bando internazionale di idee, riguardante i 130 ettari di polmone verde, per indivuare un investimento turistico unitario.
Un incontro a più voci, moderato dal presidente dell'Ordine dei Giornalisti Giuseppe Soluri, per analizzare la "questione spinosa" sotto angolazioni politiche, tecniche e sociali e dal quale risultano prese di posizione nette. Ognuno sembra aver chiaro cosa non si dovrà fare, i progetti concreti però ancora latitano. Sarà per l'ampiezza dell'area e degli ingenti investimenti che meritano una programmazione attenta, sarà per la portata della discussione che catalizza l'opinione pubblica come non accadeva da anni, ma il comparto Giovino-Alli sembra essere diventato un campo di battaglia su cui maggioranza e opposizione tirano fuori le loro armi migliori, o peggiori.
"Ho organizzato questo incontro per fare chiarezza" spiega Abramo "e per dare un segnale della mia assoluta apertura alla collaborazione. Il vero problema non è cosa si farà su Giovino, ma trovare la disponibilità per aprire una discussione proficua con tutti gli attori del territorio. Abbiamo bocciato lottizzazioni che prevedevano un progetto turistico residenziale che si sarebbe trasformato di fatto in seconde case; le destinazioni dei terreni non sono modificabili perchè approvate all'unanimità in consiglio col psg del 2015; la tripartizione non è un termine tecnico ma esemplificativo della struttura del territorio e stabilita dagli uffici tecnici che in caso di proposte serie può anche essere superata; ci accusano di cementidìficazione selvaggia quando nella zona in oggetto c'è un'indice di edificabilità pari allo 0,15% mentre di fronte al centro commerciale una zona con la stessa destinazione ha un indice 20 volte superiore, ma in questo caso nessuno dice niente." Abramo prova a smontare una per una le "insinuazioni e le polemiche strumentali che si sono rincorse negli ultimi tempi sulla stampa causando - dice - perdite di tempo nell'effettivo lavoro dell'amministrazione" e ci tiene più di una volta a ribadire che "nessuna decisione sarà presa senza il parere di professionisti, associazioni, e cittadini. Niente sarà fatto se non nel rispetto della natura e della salvaguardia ambientale, a costo di restare fermi altri 10 anni"
Parole forti che trovano risposta nell'intervento di Nicola Fiorita che punta tutto sull'omogeneità dei progetti, la salvaguardia del territorio e uno sviluppo turistico e sostenibile "Se non saranno costruite villette saremo grati all'amministrazione, ma ogni metro cubo di cemento che non sarà utile allo sviluppo sarà comunque territorio bruciato"
L'esigenza di modificare viabilità e programmare interventi di urbanizzazione omogenei e non diretti, quindi a carico dei privati, risulta chiara dagli interventi degli ordini dei professionisti. Una seconda strada parallela alla 106 e una modifica nei volumi e nelle altezze dei fabbricati sono le proposte lanciate dai presidenti degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri, rispettivamente Macrì e Cuffaro.
Un'attenzione agli ecosistemi esistenti e alla loro salvaguardia è data invece da Carmine Lupia, agronomo, che individua l'esigenza di una manutenzione diversa per la Pineta, lasciata al degrado, con un necessario diradamento della vegetazione e dal rappresentante regionale di Legambiente Andrea Domjnianniche ha sottolineato come 130 ettari davanti il mar Mediterraneo possano essere un volano importante di idee e di progetti a livello nazionale.
La polemica non accenna a placarsi con gli interventi del consigliere regionale Mimmo Tallini che ringrazia l'opposizione per le "polemiche inenarrabili sollevate sulla questione che hanno però permesso di organizzare l'incontro" e del costruttore Rosario Mancuso che prende il microfono per affermare a gran voce che "nessuna cementificazione selvaggia è in essere sulla zona" invitando ciascuno a prendere visione dei progetti in corso d'opera.
Tutto e il contrario di tutto, in un dibattito in cui, secondo il sindaco, a smuovere le acque sono state le richieste avanzate dai proprietari terrieri, stanchi di pagare l'Imu su terreni inutilizzati.
"Non può essere questa la spinta di progetti così importanti" interviene l'Onorevole 5 stelle catanzarese Bianca Laura Granato "Bisogna più che altro chiedersi perchè un turista dovrebbe venire a Catanzaro, e risponderci con offerte culturali prima che con posti letto".
Anche l'onorevole pentastellato Paolo Parentela invita a tenere sempre ben presenti le normative nazionali in materia urbanistica su cui, in Parlamento, si sta discutendo molto ultimamente.
Trovano spazio, nella bagarre, anche le accuse mosse dal sindaco all'opposizione, di sviare dalle discussioni "come avviene in Consiglio così è avvenuto anche stasera, avrei voluto rispondere a Fiorita che però è scappato, e chi non rispetta le istituzioni merita una pacca in faccia dal Sindaco" chiosa Abramo, rimandando le decisioni al tavolo di concertazione permanente che sarà istituito prossimamente, come annunciato durante il dibattito.
