Curinga - Commemorazione dei caduti di tutte le guerre e festa dell’ Unità Nazionale

Sabato 04 Novembre 2017 19:32 di Redazione WebOggi.it

II 4 novembre 1918 aveva termine il 1° conflitto mondiale - la Grande Guerra - un evento che ha segnato in modo profondo e indelebile l'inizio del '900 e che ha determinato radicali mutamenti politici e sociali.

La data, che celebra la fine vittoriosa della guerra, commemora la firma dell'armistizio siglato a Villa Giusti (Padova) con l'Impero austro-ungarico ed è divenuta la giornata dedicata alle Forze Armate.

In questa giornata si intende ricordare, in special modo, tutti coloro che, anche giovanissimi, hanno sacrificato il bene supremo della vita per un ideale di Patria e di attaccamento al dovere: valori immutati nel tempo, per i militari di allora e quelli di oggi.

Con questa pagina vogliamo dare alla ricorrenza il posto che le compete anche nel nostro sito. Curinga ha ricordato e vissuto questa celebrazione con grande partecipazione .

Un nutrito corteo, guidato dal sindaco ing. Domenico Pallaria, partendo dalla sede municipale, preceduto da una corona di alloro con la autorità politiche, civili , militari e religiose locali, i volontari della Croce Rossa,  si è diretto attraverso le strade cittadine verso il monumento ai caduti  in via Villa. Numerosi gli alunni delle scuole di Curinga e Acconia accompagnati dai loro insegnanti, la banda musicale cittadina del maestro Currado, ha accompagnato il corteo lungo il percorso. La cerimonia civile nello spiazzo antistante il monumento ai caduti, ha visto la deposizione di una corona di alloro, gesto simbolico per ricordare l’ impegno di tante generazioni di curinghesi e il loro contributo di gloria e di sangue, il parroco don Pino Fazio ha benedetto cristianamente il monumento ai caduti che riporta tutti i caduti delle due guerre mondiali, il gesto altamente significativo ha voluto ricordare l’estremo sacrificio dei soldati curinghesi che hanno offerto la loro vita per la costruzione di un mondo migliore; il vicesindaco dott/ssa Patrizia Majello lo ha ricordato con un breve discorso, ribadendo che la pace, dopo tante guerre, è un bene che va salvaguardato con convinzione e determinazione specialmente in questo momento in cui sono palpabili molte tensioni internazionali. (A tal proposito  riportiamo di seguito il discorso del vicesindaco dott.ssa Patrizia Maiello) Presenti come sempre , il maresciallo  della locale caserma dei carabinieri e di supporto i membri dell’ associazione carabinieri in congedo di Curinga con il suo presidente Antonio Gullo, il corpo della polizia locale guidato dal vice comandante Antonio Cannella.  Alcuni alunni hanno voluto rievocare questo giorno attraverso la declamazione di alcune poesie e ricordando tutti i nomi dei caduti in guerra . Il silenzio fuori ordinanza ha unito tutti i presenti in un ricordo solenne e intimo nel pensiero di … “mai più guerre”.  

       La celebrazione è proseguita nella Chiesa Madre dove il parroco don Pino Fazio ha celebrato una solenne Eucarestia .        Ultimo momento significativo la deposizione di una corona al monumento ai caduti in località ”La  Grazia” dove oltre alle autorità si è radunato un numeroso gruppo di persone

      Cesare Natale Cesareo  

 

 

           Buongiorno a tutti e benvenuti,

saluto e ringrazio, a nome dell’Amministrazione Comunale, i ragazzi presenti in rappresentanza delle scuole di Curinga, le autorità civili e militari, il nostro parroco don Pino, le Associazioni e tutti i cittadini presenti.   Ricordiamo oggi, quattro novembre, i caduti di tutte le guerre, proprio qua davanti al monumento ai caduti di Curinga nella prima guerra mondiale. Quella di oggi non vuole essere una cerimonia scontata, un esercizio del dovere cui siamo chiamati tutti nel ricordare quanti hanno sacrificato la propria la vita per difendere l’Italia e costruirne l’Unità; la giornata di oggi deve farci riflettere sull’assurdità di ogni guerra, essere d’insegnamento per le nuove generazioni, rimarcare il valore della pace. Perché solo la pace e la solidarietà tra gli uomini fanno di tanti singoli una comunità e possono far prosperare la società tutta. Le minacce di guerra nel mondo sono sempre presenti e per quanto la nostra Costituzione ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; e anzi promuove un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; il timore per l’inasprimento dei rapporti, tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti d’America, e per i ripetuti attentati dell’ISIS nei Paesi Europei a noi vicini è molto forte. A tal proposito, deve far riflettere la decisione assunta di recente dal Giappone, di modificare la sua costituzione pacifista nata dopo la disfatta della seconda guerra mondiale, per consentire alla Nazione di entrare in guerra in caso di pericolo ed il pericolo reale oggi sono le minacce di guerra della Corea del nord. La guerra che si identifica con il male assoluto è connaturata alla natura dell’uomo; l’uomo che è capace di straordinari gesti di solidarietà, che si manifestano nell’accoglienza degli immigrati (e sappiamo bene come l’Italia sia impegnata in prima linea a soccorrere quanti sbarcano sulle nostre coste), nelle attività di volontariato in aiuto alle persone più deboli e bisognose, negli interventi di soccorso dei civili a fianco dei Vigili del Fuoco, della Protezione civile, nelle attività della Croce Rossa e di tantissime altre Associazioni; ebbene quest’uomo è anche capace di uccidere un suo simile e di commettere le più spietate atrocità. Basta una scintilla a far scoppiare una guerra, determinate scelte politiche populistiche o proclami di gruppi di integralisti possono incendiare gli animi degli uomini semplici spingendoli all’odio ed alla violenza, fomentando la paura per il diverso; diverso per il colore della pelle, per la religione o l’inclinazione sessuale, diverso perché proviene dal sud del mondo o dell’Italia stessa, diverso perché tifa per una squadra di calcio anziché per un’altra. Una Nazione libera e democratica come la nostra dovrebbe avere gli anticorpi contro tali istigazioni, ma la grave crisi economica che ha colpito l’Italia come gli altri Paesi occidentali induce sempre più spesso a creare barriere ad ergere muri contro i nostri simili, come se i muri potessero contenere le migrazioni dei popoli oggi verso il miraggio di una vita migliore ma da sempre connaturate alla storia dell’uomo. Allora oggi più che mai bisogna coltivare la pace memori del sacrificio dei nostri caduti periti per consegnarci un Paese migliore, fondato sul riconoscimento della dignità delle persone, sull’osservanza dei diritti e dei doveri. Non pensiamo solo alle vittime della Grande Guerra (1.200.000 persone tra militari e civili) e della Seconda Guerra mondiale pensiamo anche a quanti partigiani, durante la Resistenza, senza essere arruolati obbligatoriamente dallo Stato, si sono sacrificati per liberare l’Italia dalla dittatura garantendo così la possibilità di una via democratica per gli italiani. Oggi celebriamo l’Unità d’Italia, e rendiamo omaggio alle Forze Armate, alle quali la Costituzione assegna il compito di difendere le istituzioni dello Stato democratico e di operare per la realizzazione della pace e della sicurezza, non solo in Italia ma nel mondo, ovunque ce ne sia necessità. Ai nostri militari, chiamati a fronteggiare le emergenze che in questo nostro Paese martoriato da terremoti, incendi e disastri provocati dal dissesto idrogeologico, è richiesto uno sforzo complesso e articolato che non si limita a un sostegno materiale, ma che evidenzia la capacità di relazione e di empatia che sempre più contraddistingue chi veste una divisa, chi serve il nostro Paese. Le donne e gli uomini in divisa, i volontari, sono l’esempio di un Paese che di fronte alla minaccia e al pericolo si ritrova unito e orgoglioso della propria appartenenza nazionale. Allora viva le Forze armate, viva la Repubblica Viva l’Italia.     

     Il vicesindaco    

    Patrizia Maiello


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