
Covid-19, immunologo svizzero: "Ora è più facile vincere al lotto che prendere il virus"
Sabato 06 Giugno 2020 10:00 di Redazione WebOggi.it
Continuano a fare discutere le parole pronunciate nei giorni scorsi da Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele di Milano e direttore della terapia intensiva ("Il Covid-19 dal punto di vista clinico non esiste più"). Anche in Svizzera il famoso immunologo bernese Beda Stadler ha confermato questa versione.
Stadler, in un'intervista rilasciata al Corriere del Ticino, non nega la virulenza iniziale del SARS-CoV-2 e infatti ha detto che quando ha visto i dati cinesi si è messo in quarantena da solo e ci è rimasto fino a un mese fa.
"Ho 70 anni, sono grasso e di recente ho avuto una doppia embolia polmonare. I numeri dimostrano che il virus sceglie quasi esclusivamente persone come me", ha affermato il medico.
Ma ha anche aggiunto che la situazione odierna non è affatto come quella iniziale e che le cifre estremamente basse lo confermano: "È più probabile fare un cinque al lotto che essere infettato dal virus".
L’immunologo svizzero, oltre a dare ragione ai medici italiani che consigliano una riapertura immediata, ha aggiunto: "Visto in modo spassionato, per i più giovani e le persone sane il coronavirus non era un pericolo mortale neanche prima, sebbene si sia sempre sostenuto il contrario. Il Covid-19 è estremamente selettivo. Persino se hai 70 anni, se non ha una specifica malattia di base, il rischio di decesso è piuttosto basso. In realtà il virus rappresenta un pericolo reale solo per pochissime persone".
Sulle riaperture è stato molto critico: "Per la grandissima parte della popolazione il coronavirus rimane una malattia innocua. Il Consiglio federale avrebbe quindi potuto anticipare di un mese gli allentamenti decisi ora".
Per l’ex direttore dell’istituto di immunologia dell’Università di Berna, invece di guardare il mondo com’è realmente oggi, molti scienziati si basano troppo sui loro modelli matematici che li porta a teorie poco veritiere.
