Coronavirus, virologo Tarro: "Sole e mare sono antivirali, bisogna stare all’aperto”

Martedì 21 Aprile 2020 11:01 di Redazione WebOggi.it

“Noi dobbiamo usare le armi di questo paese, il sole e il mare, per aiutarci a guarire. Il virus per diffondersi ha bisogno di spazi chiusi, scarsa ventilazione o sistemi di aria condizionata, temperature basse o umide. Il mare e la spiaggia sono l’esatto contrario di questo microclima propizio“. Così afferma il professor Giulio Tarro, 82 anni, virologo di fama internazionale, allievo di Albert Sabin (il padre del vaccino contro la poliomielite), in una intervista al giornalista Luca Telese, rispetto alle misure prese in atto e quelle da prendere per contrastare il coronavirus.

“Tutti a chiedersi quando arriveranno i vaccini, ma gli anticorpi dei guariti già ci sono! Bisogna usare il plasma dei guariti. Non c’è dubbio che senza troppa enfasi, il modello isreaeliano (tracciare il più possibili gli infetti, isolare gli anziani e far circolare il virus tra i più giovani) abbia prodotto ottimi risultati“, continua Tarro.

“Da noi i contagiati reali sono molti di più di quello che non dicano i tamponi. Solo che non li monitoriamo, per via del modo in cui facciamo i tamponi. È un dato parziale: bisognerebbe parlare di numero di contagiati per tamponi effettuati“, spiega Tarro. “Il virus può essere controllato con le normali misure igieniche e con la diffusione degli anticorpi: la dimensione del contagio verrà abbattuta dal cambio di clima indotto dalla stagione estiva, anche al nord. Il fattore climatico è senza dubbio fortissimo nella diffusione di questa epidemia“. Introducendo “l’obbligo di guanti e mascherine, potremmo aprire anche in Lombardia. Bisogna stare all’aperto e non negli spazi chiusi. Questa potrebbe essere una soluzione vitale, ad esempio per la scuola. Sanificare le aule, ma non chiudere le scuole. In tutto il mondo stanno allentantando il lockdown. Perché noi non lo facciamo mentre in tutto il resto del mondo si fa?”

Riguardo, infine, la critica mossagli dal virologo Burioni, Tarro ricorda come Burioni è lo stesso che il 2 febbraio scorso disse che in Italia non ci sarebbe stato nemmeno un caso di Covid-19.


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