Coronavirus, studio israeliano: "Ogni ciclo epidemico dura 70 giorni, poi il virus scompare"

Giovedì 16 Aprile 2020 10:00 di Redazione WebOggi.it

Secondo uno studio condotto dal professore israeliano Isaac Ben Israel, analizzando i dati di tutti i Paesi coinvolti dalla pandemia, è possibile trovare delle analogie nell'andamento. In un'intervista rilasciata a Channel 12, il professore ha sottolineato come il virus raggiunga il picco di contagio entro 4/6 settimane per poi cominciare una fase discendente che si concluderebbe intorno all'ottava/nona settimana, sviluppandosi nell'arco di 70 giorni.

Secondo lo studioso, dunque, la diffusione del coronavirus si esaurirebbe in questo termine, indipendentemente dalle misure restrittive adottate per contrastarlo. In altri termini, il patogeno sarebbe legato a una sorta di "ciclo epidemico", che dopo i primi contagi, l'impennata della curva e il raggiungimento del picco, tenderebbe ad azzerarsi in poco più di due mesi. 

"Esiste un modello prestabilito, i numeri parlano da soli", ha dichiarato il professore, riconoscendo che, dopo la scoperta del primo caso confermato in Israele, l’incidenza dei casi è aumentata giorno dopo giorno per un mese. "A partire dalla sesta settimana – ha aggiunto – l’aumento del numero di pazienti si è ridotto, raggiungendo un picco nella sesta settimana con 700 pazienti al giorno. Da quel momento è in calo, e oggi ci sono solo 300 nuovi pazienti. In due settimane si arriverà a zero e non ci saranno più nuovi pazienti".

Lo scienziato, per confermare la sua teoria, ha citato l'esempio dell'Italia, paese con le misure particolarmente rigide, Taiwan e Singapore con le restrizioni più morbide: "In questi Paesi si evidenzia un aumento dei casi fino alla quarta/sesta settimana e subito dopo una diminuzione, fino a quando scompare durante l’ottava settimana", ha sottolineato. 

Il professore ha aggiunto che la politica di blocchi e chiusure è un caso di "isteria di massa". "Una semplice distanza sociale sarebbe sufficiente, non dovresti chiudere l'intero paese quando la maggior parte della popolazione non è ad alto rischio" ha concluso.


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