Coronavirus, speranza arriva da farmaco sperimentato in Giappone efficace nel 91% dei casi

Domenica 22 Marzo 2020 09:28 di Redazione WebOggi.it

Dalla giornata di ieri circola su Facebook un filmato realizzato in Giappone da Cristiano Aresu, un giovane farmacista italiano, laureato a La Sapienza di Roma, che descrive la soluzione che avrebbe risolto nel paese l’epidemia del Coronavirus, grazie ad un farmaco già in commercio. Si tratta dell’Avigan/Favipiravir, un prodotto che, secondo il filmato, avrebbe consentito al Paese del Sol Levante di tornare alla normalità. In realtà, le prime dichiarazioni importanti sono giunte da Zhang Xinmin, direttore del Centro nazionale cinese per lo sviluppo della biotecnologia. Secondo l’esperto il farmaco in questione avrebbe “un livello elevato di sicurezza risultando chiaramente efficace nel trattamento“. Messo in commercio da Toyama Chemical nel 2014 il farmaco avrebbe “negativizzato il virus in quattro giorni”. L’esperto ha poi aggiunto come la medicina ha funzionato per i sintomi correlati al Coronavirus inclusa la polmonite, senza nessun effetto collaterale evidente.

I test sono stati condotti nelle città di Wuhan e Shenzhen ed hanno coinvolto rispettivamente 240 pazienti e 80 pazienti. A Shenzhen sono risultati negativi per il virus dopo quattro giorni. Altre ricerche pubblicate in rete, indicano come le condizioni polmonari dei contagiati da Coronavirus sarebbero migliorate nel 91% dei casi dopo l’assunzione di Avigan o Favipiravir, rispetto al 62% in quelli senza farmaco e sono diventati negativi per il virus dopo una media di quattro giorni. Nello studio di Wuhan anche la durata della febbre si riduce sensibilmente passando  da una media di poco più di 4 giorni a 2 giorni e mezzo. Ombre riguardo all’efficacia paiono esserci “quando il virus si è già moltiplicato” per cui i medici stanno usando lo stesso farmaco per trattare i pazienti con sintomi da lievi a moderati (fonte Mainichi Shimbun).

Ora per il Favipiravir si attende l’approvazione del governo giapponese per l’uso su vasta scala sui pazienti contagiati da Covid-19, poiché inizialmente era destinato a trattare le complicanze relative all’influenza. E sembra anche che il farmaco possa essere commercializzato in Cina con licenza giapponese.


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