
Coronavirus, Prof. Galli: "Seconda ondata? La movida estiva non c’entra"
Giovedì 27 Agosto 2020 11:01 di Redazione WebOggi.it
Nell'ultima settimana, in concomitanza all'aumento dei casi, l'attenzione mediatica è risalita riguardo i dati relativi ai contagi da Covid-19. Solo nella giornata di ieri, infatti, il numero dei positivi in Italia è cresciuto di 1367 unità, anche se allo stesso tempo è aumentato il numero dei tamponi eseguiti, ben 93.529.
Per commentare gli utimi dati, in vista anche della riapertura delle scuole, il professore Massimo Galli, direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, è intervenuto a Radio Radio.
“Nel pieno del disastro del mese di, credo febbraio, a Wuhan ci fu un balzo enorme di casi perché erano stati cambiati i criteri di classificazione e avevano deciso di definire casi anche per coloro che non avevano un quadro microbiologico. Per cui vede bene, a volte certi sbalzi sono la conseguenza di un criterio di definizione di numeri saltati fuori da un’indagine retrospettiva.
E’ inutile illudersi con le barriere architettoniche e le dimensioni delle classi nelle scuole italiane. Se vogliamo raccontarci un’altra storia come da bambini ci piace credere alle favole… Credo sia molto difficile operare un completo distanziamento. Poi esistono i momenti dell’ingresso, dell’uscita, della ricreazione. A scuola io credo sia davvero importante seguire il più possibile per capire se sta accadendo qualcosa. Motivo per cui io credo che la temperatura agli studenti vada misurata non solo a casa, ma anche a scuola.
Il discorso dei tamponi è un nostro tallone d’achille dolentissimo da un sacco di tempo. C’è stato un caso di un collega che si è ritrovato tre negativi che poi sono diventati positivi al confronto successivo. C’è anche da dire che le infezioni come queste sono un fatto dinamico. E’ possibile che il sottoscritto sia oggi negativo e domani positivo perché ha il virus in incubazione. E il virus si esprime al suo meglio replicando alla grande dopo qualche momento.
Mi sembra evidente che oggi (ieri, ndr) i positivi sono in larga parte asintomatici, giovani perché gli anziani stanno a casa loro e non vanno a fare le movide. E sono anche più prudenti. I prossimi 10 giorni ci diranno se ci è scappato qualche focolaio e ci diranno la dimensione dell’ulteriore diffusione dell’infezione.
Non mi aspetto di ritrovare una seconda ondata figlia della movida. Non mi aspetto di ritrovarmi con qualcosa nemmeno lontanamente paragonabile con il disastro che abbiamo vissuto in marzo e aprile. Mi aspetto piuttosto, che possano verificarsi dei focolai piuttosto pesanti e che in quel contesto sia necessario prendere provvedimenti di un certo peso”, ha concluso Galli.
Di seguito l’intervento del Prof. Galli a Radio Radio.
