
Rapporto Coronavirus-inquinamento: intervento del dott. Anfosso, primo ad evidenziarne il legame
Mercoledì 25 Marzo 2020 10:18 di Redazione WebOggi.it
Post del dott. Aristide Anfosso sul suo profilo Facebook.
"Sei giorni fa l'aumento del contagio era del 15%, mentre ora si attesta all'8,1%. Io penso che possiamo essere ottimisti sui dati ma non sulla mortalità. I dati ci dicono che ci sono stati meno contagi. Le misure restrittive poste in essere servono a questo. Ad evitare che il virus possa diffondersi e che nella sua diffusione possa far ammalare persone che non sopportano la sua carica virulenta e i danni polmonari che ne derivano. Sono uno dei pochi, forse il primo medico, che ha messo in relazione i danni, che diventano fatali, del Virus quando è associato ai danni prodotti dall'inquinamento atmosferico, specie alla grande presenza del particolato. I dati dall’Agenzia mostrano che il nostro è il primo Stato in Europa per morti premature da biossido di azoto (NO2) con circa 14.600 vittime all’anno. L' Agenzia Spaziale ha evidenziato come la concentrazione in atmosfera del biossido si sia ridotta in questi giorni, grazie al fermo imposto dalle norme restrittive, ma tale fermo nulla ha prodotto sulle concentrazioni di particolato, che è molto più sensibile alle condizioni atmosferiche, vento in modo particolare. Se permangono condizioni che non favoriscono il ricambio d'aria, il particolato può non diminuire nemmeno in presenza di un abbassamento deciso delle emissioni. Ricordo che il particolato dal punto di vista tossicologico agisce sulle stesse componenti anatomiche del virus, determinando infiammazioni interstiziali che sono la causa delle morti (14.000 e passa) all'anno in Italia, all'80% concentrate nell'area padana. Il virus troverà pertanto terreno fertilissimo per la sua azione omicida in tutte le parti del mondo dove ci sono broncopatie interstiziali da inquinanti. Ricordo che le malattie respiratorie costituiscono la terza causa di morte nel mondo. Per tornare ai dati dei decessi di ieri, in aumento rispetto agli ultimi giorni, voglio solo ricordare che il numero dei decessi è in stretta relazione con il numero degli ammalati in terapia intensiva. La lettura più giusta del dato pertanto potrebbe essere questa: meno contagiati, meno circolazione del virus, meno soggetti con patologie croniche interstiziali colpite, meno pazienti in terapia intensiva, meno morti. Nel rimarcare comunque che il 95% delle persone guarisce vi ricordo che il comandamento per oggi e per i prossimi giorni è pertanto: "Tutti a casa". Buona giornata a tutti. Ma proprio a tutti". (Le immagini fanno riferimento agli inquinanti presenti nell'aria ed alle aree più interessate)
