Coronavirus, Mario Tozzi: Pandemie risultato delle nostre azioni sull'ambiente

Martedì 24 Marzo 2020 09:28 di Redazione WebOggi.it

"Non come medico ovviamente né come biologo però qualche cosa come naturalista e studioso di questioni ambientali la posso dire a proposito di questo virus. È indubbio che le pandemie degli ultimi anni sono determinate dalle nostre azioni scriteriate sull'ambiente". E' quanto denuncia il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi, che attribuisce la causa di esse soprattutto alla deforestazione e all'inquinamento atmosferico.

Facendo riferimento ad altri casi recenti (come Ebola, Sars e Zika, ma pure H1N1 e Mers), Tozzi parte dalla considerazione che, come in più occasioni evidenziato dai ricercatori, l'insorgere di queste patologie deriva da un’interazione più o meno diretta fra animali selvatici, addomesticati e sapiens. In più si aggiungono diversi fattori scatenanti e/o aggravanti. In primo luogo le alte densità di popolazione delle aree urbane: più sapiens in aree ristrette aumentano il rischio di contagi. I nomadi cacciatori-raccoglitori, ad esempio, si ammalavano molto meno dei cittadini agricoltori e non sviluppavano certo epidemie. Ed è, peraltro sotto gli occhi di tutti, secondo il geologo, che sebbene non inquadrabile scientificamente, sia la provincia di Hubei, sia soprattutto, la Pianura Padana sono regioni estremamente degradate dal punto di vista della qualità ambientale in generale e dell’aria in particolare, poichè in Europa non c’è un’altra area così inquinata come questa.

Afferma, inoltre, la particolare gravità della deforestazione, come dimostra l'insorgere dei virus che sono riconducibili a vari tipi di animali, in primo luogo i pipistrelli, sia cacciati che conviventi con i sapiens nelle aree metropolitane.

Della genesi dell’attuale epidemia si sa ancora poco. Ma quel che è certo è che Covid-19 è una malattia infettiva degli animali trasmissibile all’uomo. Non tutte le malattie di origine animale fanno il “salto di specie” verso l’uomo e non è ancora chiaro in che modo questo nuovo coronavirus sia passato dai pipistrelli all’uomo. Pare ci possa essere stato un altro ospite intermedio, non ancora identificato, che abbia fatto da “serbatoio”. Un’ipotesi è che questo ospite intermedio sia il pangolino cinese, ma non ci sono al momento certezze scientifiche.

Tutto questo, conclude lo studioso, come i rischi connessi al cambiamento climatico, sono le cause scatenanti delle epidemie che sempre più frequentemente flagellano i vari paesi. Per evitarle basterebbe ridurre l’intensità e il livello di quelle attività distruttive per gli ecosistemi e fermare la distruzione degli habitat naturali.


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