Coronavirus, la Cina ha mentito sui numeri

Lunedì 30 Marzo 2020 10:00 di Redazione WebOggi.it

Sembra ormai certo che la Cina abbia mentito sui numeri della pandemia. A dimostrarlo sarebbero i dati sui contagi e sulle vittime di Wuhan che sono sembrati sin da subito poco chiari. 

Anche il numero di cremazioni, di urne e di parenti chiamati a piangere i loro cari, è risultato poco convincente. In particolare, secondo i dati del governo cinese, sono 2.535 le vittime da coronavirus in questa area metropolitana. Ma il quotiodiano cinese Caixin ha riportato che un’agenzia funebre ha consegnato 5mila urne cinerarie in un solo giorno ad Hankou. E anche il sito di Radio Free Asia, emittente con sede negli Stati Uniti, ha azzardato una stima: i morti ufficiali potrebbero essere 42mila. Quindi numeri molto al di sopra di quelli dichiarati.

Al di là dell'effettiva attendibilità, i dati ufficiali diramati dal governo cinese appaiono comunque poco veritieri. Ciò a causa della censura esercitata dalle autorità cinesi e anche del fatto che le stesse case funerarie sono state obbligate a non fornire dettagli. I morti a Wuhan potrebbero essere stati 10mila, ma anche 100mila. Nelle settimane dell’inferno, a Wuhan si moriva a casa o per strada, come hanno testimoniato gli innumerevoli video caricati sui social media e sfuggiti alla censura di Pechino. Nei famosi sei giorni in cui a Wuhan veniva costruito il grande ospedale dell’emergenza, i presidi ospedalieri esistenti non potevano più accogliere pazienti. E la morte arrivava nei vicoli, fuori dai supermercati, nelle camere da letto. Vittime alle quali mai nessuno ha fatto un tampone, e che rimarranno per sempre fuori dal conteggio ufficiale dei morti da coronavirus.

Tra l'altro, sembrerebbe accertato che il Covid-19 possa aver ucciso molte persone già negli ultimi mesi del 2019, quando la Cina non aveva ancora annunciato l’emergenza sanitaria. Sono i dati provenienti dall’agenzia per gli affari civili della città di Wuhan, secondo i quali ci sono state 56.007 cremazioni, in città, nel quarto trimestre del 2019. Anche in questo caso, però, la verità rimane un miraggio.

Quel che è certo è che l'Italia, stando ai numeri forniti ieri dalla Protezione Civile che quantifica in 97.689 i casi totali, ha già superato di gran lunga i numeri ufficiali della Cina, che è ferma a 81.633 casi. 

Se questa è la portata di questa pericolosissima e subdola pandemia, ancora più indispensabile appare l'osservanza delle regole dettate dal nostro governo per contenere la diffusione del contagio dal Covid-19.

Dunque, restiamo a casa! E anche quando dovessimo essere costretti ad uscire per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute e situazioni di particolare urgenza e necessità, osserviamo scrupolosamente tutte le regole di prudenza e di distanza che ormai sono ben note a tutti.


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