Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro degli autoferrotranvieri scaduto. I sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl-Fna proclamano lo sciopero nazionale per l'8 febbraio

Venerdì 05 Febbraio 2021 11:01 di Redazione WebOggi.it

"Nonostante siano in corso di approvazione interventi normativi che prevedono lo stanziamento di ulteriori risorse per il trasporto pubblico locale, le Associazioni dei datori di lavoro continuano ad eludere il confronto per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro degli autoferrotranvieri scaduto già dal 31 dicembre 2017. Questo atteggiamento da parte datoriale è assurdo, incomprensibile ed inaccettabile". Così in una nota stampa delle Segreterie Regionali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl-Fna.

"Le Organizzazioni sindacali chiedono, tra le altre cose, - proseguono i sindacati - l’adeguamento salariale e l’inquadramento delle nuove mansioni, una migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, la regolamentazione dello smart working, le norme necessarie per aumentare la sicurezza e contenere il rischio aggressioni al personale front line. Il Contratto di Lavoro non può essere ostaggio di ASSTRA, AGENS e ANAV".

"Lo sciopero è stato proclamato non solo per il mancato rinnovo del Contratto nazionale di lavoro ma anche a supporto di una riorganizzazione del settore - si legge ancora sulla nota -  che dovrà considerare una nuova forma di domanda di mobilità ed offrire un servizio di trasporto pubblico organizzato ed efficiente. Tale processo dovrà determinare una riorganizzazione del sistema, favorendo aggregazioni e fusioni di impresa per una razionalizzazione e modernizzazione del Trasporto Pubblico Locale. Queste ultime questioni sono state alla base dello sciopero regionale del TPL dello scorso settembre e dell’assenza di confronto su questi temi importanti con la Giunta regionale".

"E’ giunto il momento che Asstra, Agens e Anav si assumano le proprie responsabilità nei confronti dei dipendenti e dell’utenza, già molto colpite dagli effetti negativi della pandemia. E’ giunto il momento che la Giunta regionale calabrese si assuma le proprie responsabilità -concludono - di fronte alle incapacità di avviare una semplificazione del sistema utile a rendere moderno e trasparente il trasporto pubblico locale calabrese".

 


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