Colpisce il vicino con un'ascia, misura restrittiva per 55enne

Mercoledì 20 Marzo 2019 14:36 di Redazione WebOggi.it

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 I Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno eseguito nei confronti di un uomo di Amendolara di 55 anni la misura cautelare restrittiva personale del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla parte offesa, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Castrovillari, su richiesta della locale Procura, coordinata dal dott. Eugenio Facciolla.

Tutto aveva inizio con la denuncia della vittima, un uomo di 62 anni, vicino di casa dell’aggressore, il quale, a metà febbraio scorso, si è recato presso la Stazione Carabinieri di Roseto Capo Spulico, ancora sanguinante, per denunciare di aver subito poco prima una feroce aggressione da parte del vicino di casa. L’uomo ha precisato che l’imboscata di quel giorno era l’atto più grave di tutta una serie di intimidazioni patite da diverso tempo ad opera dell’indagato, il cui movente erano dei futili diverbi di vicinato. La descrizione dell’accaduto era agghiacciante: in quel pomeriggio invernale l’odierno destinatario della misura cautelare era intento a tagliare la legna nel suo giardino con un’accetta, ma appena visto il 62enne rincasare, si è fermato da tale attività e con l’attrezzo ancora in mano, ha inseguito l’ignara vittima sferrandogli un fendente. Quest’ultimo, grazie alla prontezza di riflessi, è riuscito ad evitare che la lama dell’ascia lo prendesse in pieno volto, ma è stato colpito di striscio, all’altezza della guancia sinistra. Non contento, l’aggressore ha continuato ad accanirsi contro il 62enne, che caduto a terra, è stato colpito con diversi pugni. Solo l’intervento della compagna dell’55enne ha posto fine alla cruenta aggressione.

 

Le dettagliate indagini dei Carabinieri della Stazione di Roseto, avviate dopo la ricezione della denuncia, hanno permesso di chiarire come nel giro di pochi mesi vi fosse stata una vera e propria escalation di atti intimidatori nei confronti del 62enne: grazie anche alle celeri attività tecniche condotte dai militari della Stazione con l’ausilio del Nucleo Operativo e Radiomobile di Corigliano Calabro, si è appurato che l’indagato da tempo minacciava il vicino ogni volta che lo vedeva, rivolgendogli frasi ingiuriose e promesse di morte di ogni tipo.

Il G.I.P. ha ritenuto che la qualificazione giuridica del reato fosse quella di lesioni gravissime e non di tentato omicidio in quanto l’indagato una volta inferto il primo colpo, non ha più tentato di rientrare in possesso dell’ascia al fine di colpire nuovamente la vittima, continuando a colpirla, invece, a mani nude,ma ha riconosciuto sussistenti le aggravanti di aver commesso il fatto per futili motivi.

Sulla base dei fatti descritti e del grave impianto accusatorio, il G.I.P. ha applicato la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima, con l’obbligo di mantenere una distanza non inferiore ai 200 metri dalla parte offesa ed il divieto di comunicare con la stessa con qualsiasi mezzo.

 


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