
CITTADINANZA MARCIANÒ - MESSAGGIO PRESIDE GIOVANNI SAPIA - Università Popolare "Ida Montalti Sapia"
Venerdì 17 Marzo 2017 10:50 di Redazione WebOggi.it
MESSAGGIO DEL PRESIDE GIOVANNI SAPIA direttore dell’Università Popolare Ida MONTALTI-SAPIA
L’invito a partecipare alla cerimonia di oggi, fattomi pervenire dalla cortesia tua e della Presidente del Consiglio Comunale, mi reca gioia e conforto ma le mie condizioni di salute mi impediscono di onorarlo e mi costringono – compenso minimo – a rifugiarmi in questo breve messaggio di saluto e plauso alla tua signorile e operosa modestia di uomo e di amministratore e alla persona straordinaria dell’insignito.
Voglio dirti che mai pubblico riconoscimento è stato più giusto e meritato di quello odierno e che con esso l’Amministrazione Comunale di Rossano compie non un gesto formale, sia pure sentito e nobilissimo, ma un esemplare atto di moralità. Non sempre e dovunque di conferimento della cittadinanza onoraria risponde ai canoni istituzionali, che sono fondamentalmente i meriti acquisiti dall’insignito nei confronti della città conferente, mentre non è raro che il beneficio obbedisca a criteri impropri, se non del tutto ad interessi di singoli e di gruppi. Oggi la città onora un uomo che l’ha amorosamente servita, ma bisogna dire che si onorano e si illuminano a vicenda l’uomo e la città.
S.E. Marcianò le ha consacrato la sua giovinezza, base e alimento di entusiasmo e di vigore, di autorevolezza e di amabilità, di prudenza e coraggio, di operosità e dottrina.
Ha retto con consapevole determinazione la responsabilità di una diocesi difficile e l’eredità secolare di presuli illustri.
Ha guardato con pari interesse alla chiesa e alla società civile.
Ha onorato con la parola e con gli scritti, con il conforto della dottrina sacra e profana la pastorale e i diversi momenti di rappresentanza.
Ha curato con un minore zelo del servizio religioso quelli sociali e le opere di carità.
Ha coniugato amabilmente prestigio del grado e umanità, dispensando l’accoglienza familiare e l’abbraccio fraterno senza distinzione di età, di sesso, di condizione sociale e non negando, cosa indimenticabile, uno sguardo, un sorrido, un cenno della mano, anche nell’ufficialità dei cortei sacri, agli affacciati alle finestre e ai passanti della strada.
Ha inciso il suo nome nella pinacoteca dei vescovi che più efficacemente hanno curato il decoro del duomo e dell’annesso palazzo vescovile, realizzando in breve tempo un’opera armoniosa di ristrutturazione, di restauro, di aristocratico prestigio.
Ha inserito con miracoloso tempismo il Codice Rossanese nel patrimonio dell’umanità e aperto la città all’attenzione del mondo.
Per tutte queste cose insieme e per altre che egli si porta appresso nella coscienza e nella memoria vanno a lui il mio compiacimento e il mio rispettoso abbraccio, nei quali presumo di assommare il compiacimento e l’abbraccio di Rossano tutta quanta, con l’auspicio di mete di più alto prestigio.
A te, caro Sindaco, e alla tua compagine amministrativa l’espressone più viva di lode e di gratitudine, nella quale voglio sperare che consentano tutti quanti guardano con affetto pure alle sorti della città.
