
Chi era il Lupo ucciso a Marcellinara
Domenica 12 Gennaio 2020 15:10 di Adriana Guzzi
Prassi comune di ogni efferato omicidio è la grande attenzione rivolta alla vita della vittima.
Chi fosse, cosa facesse e la sua storia, diventano elemento fondamentale per la ricerca dei responsabili.
La fine di una vita , ancor più in modo violento, comporta una buona dose di sdegno, sbigottimento e morbosa curiosità sul motivo che potrebbe aver causato una fine tanto ingiusta.
Perchè DEVE esserci un motivo per subire una barbarie. Deve, seppur futile e ingiustificata, esserci una scintilla comunemente chiamata "MOVENTE".
In questo caso, per un gesto plateale e crudele contro uno dei grandi predatori della nostra terra, che ha valicato i confini regionali per essere la notizia più macabra di questi giorni, la sommossa è stata uninanime. Il movente , ancora, sconosciuto.
Un esemplare di lupo ucciso, avvelenato e impiccato al cartello d’ingresso del comune di Marcellinara, alle porte di Catanzaro.
Sommossa di dichiarazioni, note stampa, veleno sul web e incredulo sgomento.
Un Lupo, una "bestia" ridotta alla pubblica umiliazione sconvolge la pubblica morale. Ma chi era il Lupo di Marcellinara?
Un animale appeso a un cartello stradale dice molto su chi ha commesso un tale gesto.
Poco, troppo poco, ci dice del cadavere che diventa simbolo e perde la propria identità per diventare tramite.
Innumerevoli infatti sono i richiami ad episodi di stampo criminale, esoterico, o di semplice "svago" che hanno come oggetto un l'uccisione di un animale.
Di chi lo ha fatto, dice che ha dovuto avvelenare il "predatore dei boschi" per poi poter avere tutta la facilità e il tempo di appendere il trofeo senza vita, un immobile lupo abbattuto. Lui, loro, bravata, azione premeditata..poco importa. Non è questo il punto, non si parla di questo e non ci interessa in questa sede. A noi importa del Lupo, gli scenari e i messaggi sono affari di altri.
E lui appunto? Il Lupo?
Il Lupo, fiero e indomito predatore non ci sta a essere, ancora carne da macello senza gloria.
Lui avrebbe sicuramente qualcosa da dire a quanti lo vedono come un "povero" esemplare di specie protetta vittima del cattivone di turno.
Non so quanti abbiano avuto l'onore di incontrare un lupo, e dico incontrare perchè osservarlo non è la stessa cosa che incontrarlo. E dico onore perchè un Lupo non è interessato a cercare compagnia poco affine come la nostra.
Direbbe che comprende la voglia di rivalsa della preda verso il predatore, ma che è immotivata visto non siamo mai stati preda, non veramente. Che, anzi, gli è andato bene essere il "lupo" delle favole al posto nostro, perchè i bambini non scoprissero troppo presto chi è il vero lupo.
Direbbe che sa cosa significa uccidere, ma che la sopravvivenza è ben altro istinto che il gusto di farlo.
Il Lupo ucciso era uno degli ultimi lupi o cane lupo a calcare i nostri boschi. Uno degli ultimi predatori naturali per cui gli esseri umani fanno battaglie. Chi per sterminarlo, chi per salvarlo. Era un animale da branco, fiero e fedele al suo branco e alla sua unica compagna. Gli piaceva cammnare quasi come non sfiorasse il terreno della campagna, per non farsi notare.
Per fame, forse, avrà fatto arrabbiare qualcuno. Ma nessun lupo guarderà quel cartello stradale, quindi ha pagato per qualcuno che non è della sua razza.
E ha pagato, ma che non è un povero lupo impiccato ad un cartello. E' un fiero esempio di forza abbattuta con la violenza.
Se potesse, il Lupo di Marcellinara, direbbe che in natura sopravvive il più forte, ma che ci vuol poco ad affrontarlo da morto e portarlo via dai suoi boschi. In natura, si uccide per necessità e il nostro lupo lo sa.
E sa anche che l'essere umano è il simbolo del fallimento della natura, non ci sta a sembrare un povero lupo al confronto di noi poveri essere umani. Lui è il Lupo, e uccidere un simbolo non è cosa nostra. Buon viaggio a te, Re dei boschi.
