
Cerrelli senza freni spiega il volantino sessista, ma anche il femminicidio e il ruolo della donna
Mercoledì 06 Marzo 2019 21:32 di Redazione WebOggi.it
Alla vigilia della festa della donna tutti trovano il pretesto per discernere sulla questione femmista, su ruoli e generi, anche chi non avrebbe nè competenze, nè esperienza, nè umanita in merito per farlo. Se mimose, pubblicità e servizi tv lasciano il tempo che trovano, quando a farsi portavoce di strereotipi, arretratezza e grettezza è un esponente del mondo politico si rimane sempre un po' più sbigottiti. E' cioò che è successo con il volantino sessista postato su fb dalla Lega Giovani di Crotone di cui vi avevamo parlato qui. La firma è di Giancarlo Cerrelli, 56enne dirigente di Alleanza cattolica, presidente dell’associazione Scienza &Vita, ex vicepresidente nazionale dell’Unione Giuristi Cattolici che non solo se ne assume la paternità, ma tenta anche una spiegazione a conferma di un fanatismo pericoloso soprattutto per quei giovani che si mobilitano per le loro idee e per questo vanno tutelati.
"Non so quali siano i punti in cui il nostro segretario è in disaccordo: sono stato frainteso, probabilmente si tratta dell’interpretazione che questo volantino porta. Io sono a favore della parità di diritti di donne e uomini ma critico l’autodeterminazione assoluta, senza limiti, sostenuta dal femminismo. Il volantino è un inno al ruolo centrale della donna nella nostra società: mentre una certa sinistra propizia la lotta tra i sessi, noi vogliamo contrastare l’ideologia del pensiero politicamente corretto che fa assurgere la donna come categoria sociale motore della rivoluzione, insieme a migranti e gay. La decostruzione della famiglia provocata dalle battaglie femministe dal ‘68 in poi invece di creare alleanza tra uomo e donna hanno incrementato una guerra tra i sessi, il risultato è che la donna ha perso il suo ruolo centrale e naturale di punto di riferimento della famiglia, il che non significa che deve rimane a casa. Con il pretesto del femminicidio - afferma ancora - si è creata la definizione della violenza di genere, dipingendo gli uomini come dei mostri, mentre il vero problema è la decostruzione del contesto familiare. Il femminicidio è una tendenza culturale che fa pensare che l’uomo è cattivo invece di pensare alle vere cause, ovvero la fragilità dei rapporti in una società liquida. Le cause di questi omicidi sono sempre attinenti al rapporto e non si possono confondere con l’odio dell’uomo verso la donna o della donna verso l’uomo, perché anche le donne uccidono"
