
Caso Laura Lugli. CGIL Calabria: "La maternità non è un fallo!"
Lunedì 10 Maggio 2021 13:46 di Redazione WebOggi.it
Solo ieri abbiamo celebrato la “Festa della Mamma”, in una società che porta con sé ancora tantissime contraddizioni. A partire dalle affermazioni del parlamentare europeo di Forza Italia (vicepresidente del PPE) Antonio Tajani, sulla famiglia perfetta: “la donna si realizza totalmente con la maternità!” Uno schiaffo alle tante donne che per tanti motivi non possono o non vogliono essere madri.
È stata una festa mancata se si pensa che nel periodo di Pandemia circa 100.000 madri hanno perso il lavoro in un solo anno e, nel mondo del lavoro, su 4 contratti part-time 3 sono di lavoratrici madri.
Le donne sempre più sole e con tante difficoltà a conciliare la vita lavorativa con il lavoro cosiddetto “di cura”, che pesa maggiormente su di loro; essere madri è quasi una missione da Avengersenza welfare, senza servizi ed in più costrette a combattere contro l'arretratezza e l'inciviltà del mondo del lavoro.
Emblematica è la storia di Lara Lugli, pallavolista della volley Pordenone, che non solo è stata licenziata ma anche citata in giudizio per danni, perché ha scelto di portare avanti la propria maternità.
Il 18 maggio ci sarà l'udienza e la CGIL Calabrianon ha intenzione di lasciare sola e nel silenzio Lara e le tante donne lavoratrici e madri che subiscono ogni giorno ricatti inaccettabili sul proprio posto di lavoro.
“La maternità non è un fallo!” questo lo slogan che la CGIL Calabria lancia per richiamare l'attenzione della società, dei lavoratori e delle lavoratrici rispetto ad un tema che ha a che fare con la civiltà e con la giustizia sociale.
