CASA DOLCE CASA Lettera aperta

Mercoledì 10 Maggio 2017 08:28 di Redazione WebOggi.it

CASA DOLCE CASA

Lettera aperta

Casa dolce casa. Un sogno rincorso e accarezzato da una famiglia con due figli, da due giovani prossimi a coronare il loro sogno d’amore. Un sogno rincorso da 100 soci della cooperativa di abitazione Giuseppe Di Vittorio Società Cooperativa che decide di partecipare al bando del 2010, approvato con DDG N. 18606 del 2010, in attuazione della legge regionale 36/2008 che si poneva il compito di agevolare il percorso di acquisto della prima casa e di locazione per i cittadini calabresi. Il piano presentato dalla Cooperativa ed approvato dalla Regione prevedeva la costruzione di 110 alloggi di edilizia sociale.

Ed iniziò così’ il sogno di una casa dolce casa che si trasforma piano piano in un pasticcio, in una avventura che assume le sembianze di un incubo.

Da una parte i soci impegnano risorse proprie per consentire l’avvio dei lavori da parte della Cooperativa nei tempi previsti dalla Convenzione, dall’altra la Regione non riesce a far fronte ai pagamenti nei tempi stabiliti, provocando un danno alla Cooperativa che non riesce a concretizzare la promessa di acquisto di uno dei terreni su cui avrebbe dovuto sorgere uno degli immobili e che porta la Cooperativa stessa a delocalizzare un intervento e a chiedere una variante al Programma.

Come se non bastasse i ritardi della Regione continuano anche per le successive richieste di erogazione dei finanziamenti in base agli stati di avanzamento dei lavori che certificano il raggiungimento della percentuale di spesa utile per due immobili al 23 aprile 2015.

In sostanza una storia di burocrazia che spezza senza ragione il sogno di una casa dolce casa per cento famiglie rossanesi. Risorse regionali e provvedimenti di autorizzazione di varianti relative alla sola localizzazione di un intervento che non arrivano dopo due anni di attesa vana.

Ora vorremo che ancora una volta la palude della burocrazia non avesse la meglio come spesso accade in Calabria.

Ora vorremmo solo una casa, un tetto sotto il quale vivere e per il quale abbiamo impegnato i risparmi di una vita di lavoro delle nostre famiglie.

Per questa ragione, chiediamo un intervento risolutivo della Giunta Regionale e del Presidente Oliverio, perché l’obiettivo di favorire l’accesso alla proprietà della casa da parte delle famiglie a reddito mediobasso non resti non solo un sogno ma addirittura un incubo, perché alla fine a vincere non sia la burocrazia e magari un giovane sposo possa portare in braccio fin dentro casa la sua giovane moglie.  

I soci della cooperativa Giuseppe di Vittorio.


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