
Bandi truccati alla Regione, stralciata posizione ex responsabile anticorruzione
Giovedì 26 Settembre 2019 11:30 di Redazione WebOggi.it
Tutto da rifare per l'ex responsabile dell’anticorruzione della Regione Calabria Maria Gabriella Rizzo, di 58 anni, ora in servizio al Dipartimento Turismo, beni culturali e spettacolo, indagata insieme all’imprenditrice turistica di Ricadi Laura Miceli, 68 anni, per corruzione e falsità ideologica nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Catanzaro denominata “E’ dovere”.
Alla dirigente regionale era stato contestato di aver comunicato all'imprenditrice Laura Miceli informazioni non ancora divulgate relativamente a bandi regionali finanziati da fondi comunitari destinati al supporto del settore turistico alberghiero, in cambio di soggiorni vacanze. In particolare la dirigente regionale e l'imprenditrice avrebbero eluso - secondo l'accusa - il divieto di partecipazione ad un finanziamento pubblico della Regione Calabria del quale la Baia d'Ercole non avrebbe potuto accedere, avendo già usufruito di un contributo da 200 mila euro per il "miglioramento ed ampliamento delle strutture ricettive esistenti".
Ad avvenuta conclusione delle indagini preliminari il nuovo gup Paola Ciriaco – subentrata a Maria Teresa Guerrieri che a luglio si era astenuta per incompatibilità in quanto già investita della vicenda nella fase delle indagini – ha accolto un’eccezione di nullità del decreto di fissazione dell’udienza preliminare, con la richiesta di rinvio a giudizio, sollevata dall’avvocato Francesco Gambardella (difensore di Maria Gabriella Rizzo), per non essere stato notificato alla sua assistita l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Il giudice, quindi, stralciata la posizione di Maria Gabriella Rizzo, ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura di Catanzaro per la nuova notifica all’indagata ed al suo difensore che permetterà alla Rizzo di presentare memorie difensive allo stesso pubblico ministero. La Procura dovrà a quel punto inoltrare al gup un’eventuale nuova richiesta di rinvio a giudizio e la sua posizione potrebbe essere riunificata dinanzi al gup a quella degli altri tre imputati dell’inchiesta (per i quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio) che – oltre all’imprenditrice Laura Miceli – sono: Antonio Tolomeo, 40 anni, ingegnere con studio a Catanzaro, componente la commissione della Regione Calabria incaricata alla vigilanza in relazione al “Finanziamento di Piani di investimenti produttivi”, e Deborah Valente, residente a Tropea, 50 anni. Come persona giuridica è indagata anche la società “Baia d’Ercole” con sede a Ricadi, di proprietà Laura Miceli, titolare dell’omonimo villaggio “Baia d’Ercole” sito a Santa Maria di Ricadi.
