Bancarotta fraudolenta e peculato: sequestrata pista da bowling nel centro “Due Mari”

Giovedì 29 Giugno 2017 10:54 di Redazione WebOggi.it

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Catanzaro, coordinati dal Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio e dal Sostituto Procuratore Marta Agostini, hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare personale e a un decreto di sequestro preventivo emessi dal G.I.P. di Lamezia Terme nei confronti di tre persone per i reati di bancarotta fraudolenta, omessa dichiarazione dei redditi e peculato.

I tre soggetti coinvolti sono Giuseppe Cristaudo, cl. 1969, la moglie Titina Caruso, cl. 1972 e Battista Cristaudo, cl. 1965: ai primi due è stata notificata la misura del divieto temporaneo di esercitare ogni attività di impresa, al terzo soggetto quella del divieto di esercitare la professione di commercialista. L’approfondimento delle vicende legate al fallimento della Automatic Games S.r.l., infatti, ha portato alla luce una serie di anomalie e artifizi contabili tesi a rendere difficilissima la ricostruzione del patrimonio e il movimento degli affari della società e hanno consentito di accertare lo “svuotamento” progressivo dei beni societari in danno ai creditori e alla Pubblica Amministrazione, a favore della “Casimò Entertainment S.r.l.” di Caruso Titina e di un’altra società riconducibile al marito. In particolare si tratta di un impianto di bowling a 12 piste e numerosi apparecchi da intrattenimento (oltre 200 apparecchi da gioco tra slot-machine, flipper, carambole e altri), venivano, infatti, ceduti alla Casimò Entertainment S.r.l. a titolo gratuito o a cifre irrisorie rispetto al prezzo di acquisto, di fatto rendendo la Automatic Games S.r.l. una mera “scatola vuota” fino alla dichiarazione di fallimento. Inoltre, dagli accertamenti svolti dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria – Gruppo Tutela Economia – di Catanzaro sono anche emersi oltre 4 milioni e mezzo di euro “scassettati”, ovvero prelevati dagli apparecchi da gioco e mai transitati nelle casse della società fallita, tra i quali era computata anche la quota da versare all’erario quale concessionario per la tenuta di apparecchi da gioco con vincita in denaro (circa 48 mila euro). Alla luce delle indagini svolte, il gip ha disposto il sequestro preventivo di somme di denaro e beni nelle disponibilità degli indagati per un ammontare complessivo di circa tre milioni di euro. I finanzieri hanno, quindi, cautelato conti correnti accesi in diversi istituti di credito, quattro immobili (tra cui una villa di 15 vani con piscina a Lamezia Terme), la sala bowling a 12 piste collocata nel centro commerciale “Due Mari” di Maida (CZ) e centinaia di apparecchi da gioco del tipo slot-machine.


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